3 mesi di eventi: l’Irpinia sbarca all’Expo 2015 di Milano.

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expo milano 2015
expo milano 2015

Per 92 giorni l’Irpinia, da maggio ad agosto, sarà protagonista ad Expo 2015, con un proprio stand ed innumerevoli iniziative che quotidianamente si alterneranno presso il padiglione dove la Camera di Commercio di Avellino darà vita al “Sistema Irpinia”.

Direttore artistico dello stand, Luca Cipriano, incaricato di curare gli aspetti organizzativi nonché i contenuti, per partecipare a quella che rappresenta la sfida più importante del territorio irpino, in un contesto mondiale.

Cipriano, ormai siamo agli sgoccioli, tra 15 giorni l’apertura dell’Expo, a che punto è il programma dell’Irpinia?

“Il 24 Aprile, in conferenza stampa, presenteremo nei dettagli tutti gli eventi che saranno protagonisti presso lo stand Irpinia all’Expo di Milano. Una esperienza che ci ha visti impegnati, mi riferisco alla Camera di Commercio, già da diversi mesi”.

Qual è l’idea alla base dell’esperienza che avete voluto mettere in campo?

“La Camera di Commercio ha voluto ragionare su due livelli, con un lavoro molto articolato. Da un lato si è voluto offrire un’opportunità al territorio, chiamando alla partecipazione, mediante un bando, gli enti, le istituzioni, i soggetti deputati alla formazione presenti in provincia di Avellino e legati al tema dell’Expo 2015, che tratta di alimentazione e quindi saremo presenti con gli istituti alberghieri, la scuola enologica, il CNR e la Biogem. Questo il primo livello, che mira a dare un contenuto alla partecipazione all’evento, con la partecipazione anche di Confindustria Avellino, i comuni, il mondo dell’associazionismo e della cultura. Il secondo livello mira, invece, ha visto la realizzazione degli eventi che per 92 giorni vivranno presso lo stand, dalle 10 alle 23 sette giorni alla settimana. Una esperienza certamente nuova, non statica, come accade magari in altri appuntamenti fieristici di respiro internazionale, cui la nostra provincia partecipa, coma La Bit o Vinitaly, per fare un esempio. Quasi un evento diverso ogni giorno, che porterà in un contesto mondiale il marchio Irpinia”.

Lei indica nel “Sistema Irpinia” la novità più caratterizzante della partecipazione ad Expo 2015. Per la prima volta i marchi saranno riuniti all’interno di un unico brand, l’Irpinia appunto. E’ una sfida importante, non crede? L’Irpinia sarà all’altezza del contesto Expo 2015?

“Noi abbiamo lavorato per far si che sia all’altezza della sfida cui intendiamo partecipare. Sicuramente l’idea messa in campo non serve solo a presentare una rete, fatta dalla somma di singole esperienze. Abbiamo lavorato tre mesi per mettere in relazione le varie esperienze presenti sul territorio. Gli imperativi di Expo per esempio, che non consente la presenza di prodotti con marchio aziendale per certi versi ci ha facilitato il compito. L’Irpinia, come unità indistinta, si mette alla prova”.

Si tratta dell’elemento più avanzato di quel “Sistema Irpinia” che molti, dalla politica, alle istituzioni, al tessuto imprenditoriale, propongono ma che tarda a definirsi?

“E’ un banco di prova per un ragionamento che va in quel senso. E’ più della somma delle singole esperienze. Tant’è vero che oltre ai prodotti, alle eccellenze enogastronomiche, al sistema dell’accoglienza e del turismo, noi proponiamo una identità culturale dell’Irpinia, fatta anche di diversi elementi che però devono trovare un riscontro in un unico progetto di promozione territoriale. Questo obiettivo viene raggiunto, intanto, nella misura in cui questa sfida raccolta dalla Camera di Commercio viene portata a compimento e se non diventa una esperienza isolata. Occorre comprendere che stare insieme significa assegnare maggiore autorevolezza a tutti ed a tutta la Provincia. Siamo più credibili se lavoriamo sulla costruzione e sull’affermazione di un brand Irpinia, che guarda e veicola la promozione territoriale, la nuova economia, con una regia unica in grado di mettere insieme mondi che non sempre dialogano tra loro. Adesso affrontiamo questa sfida, poi il nostro obiettivo sarà come far crescere questa esperienza”.

Di fatto l’Irpinia affronterà quasi da sola Expo 2015?

“Noi siamo certamente un granellino, in un contesto che vede presenti organizzazioni mondiali, grandi marchi, multinazionali, organizzazioni non governative. Ma grazie all’intuizione del Direttore Costantino Capone, che ha voluto aprire al territorio la partecipazione ad Expo 2015, siamo fiduciosi sull’autorevolezza della nostra presenza. Sarebbe stato più facile lavorare in autonomia promuovendo l’Irpinia. Abbiamo, invece, voluto chiamare alla collaborazione tutte le nostre eccellenze e le nostre specificità territoriali. Porteremo l’Irpinia in un contesto globale”.

Punterete, in pratica, sul Glocal?

“E’ stato un tema ricorrente alla base del nostro progetto. Possiamo concorrere in un contesto così importante se riusciamo a promuovere le eccellenze locali, la cultura dell’accoglienza, il sistema di vita slow di cui l’Irpinia incarna lo spirito alla perfezione. Dobbiamo considerare, per esempio che la Camera di Commercio di Avellino è l’unica d’Italia ad essere presente in pianta stabile ad Expo 2015, Avellino sarà l’unica realtà campana, se si esclude la presenza della regione per una sola settimana”.

Come valuta la partecipazione dei soggetti locali al progetto che avete messo in campo e che è in dirittura d’arrivo

“Sicuramente ho individuato molta vivacità, una volontà ad essere protagonisti. L’Expo ci dirà anche quali sono gli aspetti sui quali lavorare maggiormente per migliorare. Ci sono stati soggetti che sono risultati più preparati a proporre un contributo all’evento ed altri che hanno evidenziato mancanza di programmazione. L’Expo 2015 deve essere un banco di prova dal quale partire per eliminare le debolezze”.

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