17 novembre – “La lotta fa scuola”: mobilitazione studenti irpini

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Avellino – Da settant’anni il 17 novembre è una data simbolo per gli studenti e per il mondo dei saperi e della conoscenza. Nel 1939 degli studenti cecoslovacchi, che manifestavano per la pace e per la libertà, furono sterminati e trucidati dai nazisti. Nel 1941 alcuni gruppi di studenti in esilio, gli stessi che avrebbero poi costituito il nucleo dell’International Union of Students, decisero che il 17 novembre sarebbe diventato l’International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca.

Da allora ogni anno il 17 novembre è una occasione per rinnovare le voci di dissenso e la forza della contestazione a ogni forma di oppressione fisica e intellettuale sugli uomini e sulle donne di tutto il mondo, per rivendicare il diritto allo studio ed il libero accesso ai saperi.

Era il 17 novembre 1973 quando gli studenti greci del Politecnico di Atene che manifestavano proprio in difesa di questi principi furono massacrati dai carri armati del regime dei Colonnelli e ancora il 17 novembre del 1989 in Cecoslovacchia, il regime comunista stroncò con le armi la protesta studentesca.

Quest’anno in occasione di questa data sono stati organizzati centinaia di cortei e momenti assembleari in tantissime province d’Italia.

Ad Avellino sono stati convocati gli “Stati Generali della scuola e della conoscenza in Irpinia”, una plenaria dove studentesse e studenti, precari della conoscenza, docenti, associazioni, sindacati, collettivi politici e singoli si confronteranno sullo stato in cui versa la scuola pubblica in Italia e nella provincia. Quindi un momento di lotta ma soprattutto di libera e sincera riflessione.

Gli studenti irpini affidano ad una nota le proprie riflessioni in vista della giornata di domani:

“Non vorremo chiuderci, facendo demagogia, come se la scuola che ci hanno fino ad ora proposto fosse quella che volevamo e che immaginavamo. Noi siamo le stesse e gli stessi che contestavano i primi tentativi di smantellamento della scuola pubblica a favore delle scuole private, ad opera del ministro Berlinguer, ahinoi, con un governo di centro-sinistra. Siamo quelli che valutano se un governo è amico in base al suo operato e non per partito preso. Siamo quelli che hanno contestato il progressivo annientamento della scuola pubblica da parte di tutti quei ministri che si sono susseguiti alla guida del dicastero della scuola per oltre 10 anni (il già citato Berlinguer, Zecchino, De Mauro passando per la Moratti e il tentativo odierno e più spudorato della Gelmini).

Ci diamo questo appuntamento in un momento difficile e di profonda insicurezza economica e sociale, che sta attraversando tutta la nazione con un governo che stenta a dare risposte credibili a quelle fasce sociali più deboli che per prime si ritrovano schiacciati dal peso della crisi. Da settembre decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno finito la cassa integrazione e migliaia sono i licenziamenti. Il Premier ed il suo governo soggiogano ed imbavagliano la stampa libera, destrutturano la funzione del Parlamento, attaccano il sindacato, la magistratura e le organizzazioni democratiche, aprono una vera e propria caccia all’uomo contro i braccianti migranti che lavorano a nero e sottopagati che rivendicano il diritto ad esistere.

Vogliamo uno Stato che apra da subito una discussione in Parlamento su una legge che proponga degli ammortizzatori sociali, che tuteli le fasce più deboli, che elabori un sistema di welfare studentesco che garantisca ai soggetti in formazione libero acceso ai servizi (abitazioni, trasporti, teatri, musei, cinema, concerti). Crediamo che da subito si debba aprire una discussione con la Cgil, la Fiom ed i sindacati di base affinchè inseriscano al centro della loro agenda politica la convocazione di uno “Sciopero generale” nazionale. Noi nel nostro piccolo ci proveremo con la plenaria di domani ad Avellino, lanciando una piattaforma di rivendicazioni dal grande valore politico e sociale: intervento sull’edilizia scolastica e i trasporti, ritiro dei tagli e reintegro dei lavoratori, ritiro del pdl Aprea, messa in discussione della riforma Gelmini e Tremonti, aumento del finanziamento alle scuole pubbliche fino al 10% del Pil, difesa della Costituzione ed antifascismo. Istanze che nascono da un disagio comune, condiviso da tutti quei soggetti che, in vario modo e in varie forme, subiscono la crisi. Altresì noi crediamo che siano maturi i tempi per la costituzione di un blocco sociale di opposizione al governo delle destre nella provincia irpina come in tutta Italia.

Rete promotrice degli stati generali: Le studentesse e gli studenti irpine/i, Giovani Comunisti, Unione degli Studenti, Comitato precari della scuola, Cgil, Anpi, Libera, Rouge Spazi Sociali Autogestiti, Arci.

Per la rete:
Roberto De Filippis(coordinatore prov. GC irpini), Antonio Famiglietti (GC Villamaina AV), Costantino D’Argenio (Comitato precari della scuola), Stefano Iannilo (Unione degli studenti), Francesco Pennella (Rouge –spazi sociali autogestiti).

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