Zecca clandestina a Montella, i dettagli dell’operazione dell’Arma

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Montella – L’asse ‘Napoli – Avellino’ ha da oggi un nuovo ‘binario merceologico’: non più droga trasportata da Secondigliano all’Irpinia bensì monete da Afragola a Montella. L’esistenza di una vera e propria zecca clandestina è questo in sintesi quanto scoperto dall’Arma dei Carabinieri a seguito di un’intensa e capillare attività investigativa che ha visto la sinergia tra le Compagnie di Casoria e di Montella e del Nucleo Antisofisticazione Monetaria di Roma. Tre i comuni interessati dall’operazione, che si è conclusa alle prime luci dell’alba, come ha spiegato il Tenente Leonardo Madaro della Compagnia della Benemerita irpina: Afragola, Varcaturo e Montella. In un garage, in laboratori ed in una società a responsabilità limitata, venivano prodotte monete da 2 euro e da 50 centesimi coniate così bene da presentare perfino l’imitazione dell’elemento di sicurezza. I falsari erano attrezzati di tutti gli strumenti tecnici – dalla pressa alla macchina elettroerosione alla tranciatrice – in modo da essere in grado di assicurare la copertura a tutte le fasi del processo di produzione che si completava nella ‘zecca’ di Afragola. I coni da applicare alla pressa, per imprimere i grafismi delle monete tramite la battuta venivano prodotti, mediante il processo della elettroerosione, con macchinari situati in un garage privato a Varcaturo, mentre gli anelli delle monete bimetalliche completi della zigrinatura del bordo, provenivano da una ditta di lavorazione di metalli di Montella di proprietà di Antonio C. 52enne fabbro già noto alle Forze dell’Ordine. Il terzo ed ultimo passaggio avveniva ad Afragola: la coniazione delle monete e per quelle bimetalliche e quindi il contestuale assemblaggio dell’anello con il tondello interno avveniva in un laboratorio clandestino situato ad Afragola, gestito da Giovanni D.F. 46enne ritenuto la ‘mente’ dell’organizzazione, e successivamente veniva inciso il bordo delle scritte caratteristiche. Sulle monete, come ha spiegato il Tenente Madaro, a conclusione della conferenza stampa che si è tenuta presso la Caserma Pastrengo, sede del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, nel caso della moneta da 2 euro, c’era in bella mostra anche l’imitazione dell’elemento di sicurezza costituto dall’impressione sul bordo delle ‘stelle’ e del ‘2’. Altro elemento da non sottovalutare è quello della ‘faccia francese’ impressa sulle monete. Secondo una prima stima, i falsari avevano tutti i mezzi per produrre anche 5mila monete false al giorno per poi immetterle sul ‘mercato’. Le indagini, dirette dalle Procure della Repubblica di Napoli e di Avellino, si sono concluse non solo con il sequestro dei laboratori della ‘zecca clandestina’ ma anche con gli arresti della mente dell’organizzazione Giovanni D.F. 46enne di Afragola e del fabbro montellese Antonio C. di 52 anni, e le denunce di un 21enne e di un 57enne entrambi di Montella in quanto a seguito di perquisizioni nelle loro abitazioni sono state rinvenute alcune monete false. Gli uomini del Tenente Madaro, inoltre, hanno sequestrato 1000 pezzi prodotti dal 52enne ed il macchinario con il quali si producevano i ‘tondini’ del valore di oltre 100 mila euro. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di monete aventi corso legale e alla detenzione di strumenti atti alla produzione di monete false. (di Emiliana Bolino)

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