27 Comunità Montane, 4 Ambiti Territoriali Ottimali, i1 Consorzio di Bonifica, 15 aree protette tra Parchi Nazionali, Regionali e Riserve Naturali, le Arpac provinciali, le Province stesse, 6 Autorità di Bacino. Tutti interessati e impegnati, a secondo delle proprie competenze, nella gestione dell’acqua in Campania. Da qui Piani di assetto idreologico, Piani d’Ambito Territoriale, Piani e programma dei consorzi, concessioni, programmi, ciascuno con modalità e tempi propri.
A partire da questa constatazione, l’assenza di un’organica e unitaria “politica dell’acqua”, il WWF Campania si è fatto promotore della tavola rotonda, organizzata a Conza della Campania con la collaborazione della Provincia di Avellino e del Comune di Conza della Campania. Sono intervenuti tecnici e amministratori per affrontare le cause del problema e capire il perché della mancanza di dialogo tra i vari livelli.
“Con questo incontro – spiega Vincenzo Armenante Vicepresidente del WWF Campania – vogliamo capire se c’è la possibilità di mettere in rete, di creare un forum, tra tutti gli addetti che hanno a che fare con la risorsa acqua. Pensiamo che la mancanza di una politica unitaria e di dialogo sia un forte handicap per una buona gestione della risorsa. I fiumi, i corsi d’acqua non conoscono confini provinciali, regionali o di competenze, e quindi anche la loro gestione deve essere svolta in maniera organica”.
In più, secondo l’Associazione l’approccio attuale che sta alla base degli interventi non considera il corso d’acqua come un pregiato ecosistema da tutelare ma come un insieme di elementi accostati tra di loro soggetti a discipline e interventi settoriali. “Il WWF- continua Armenante – propone un approccio alla rinaturalizzazione che deve essere intesa come l’insieme degli interventi e delle azioni atte a ripristinare le caratteristiche ambientali e le funzionalità ecologiche degli ambienti ripariali”. Nell’ambito del convegno ha trovato spazio l’intervento del presidente dell’Ente Parco Monti Picentini Sabino Aquino che non ha mancato, nemmeno questa volta, di mettere in evidenza la sua determinazione in direzione del mantenimento degli equilibri idrogeologici. “Adirò la Magistratura ordinaria se ce ne sarà bisogno. Ci batteremo con tutte le nostre forze affinchè l’opera della Pavoncelli non venga realizzata: proscuigherebbe ancora di più i serbatoi irpini e verrebbe maggiormente penalizzato il reticolo idrogeologico”.
