Voto – Gengaro riconferma ‘l’idea Provincia’, più cauto D’Argenio

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Avellino – Quasi otto mesi per archiviare definitivamente il nodo del commissariamento nel circolo cittadino, poco più di tre mesi per rifinire la linea politica in vista delle elezioni. Con il congresso di ieri e la riconferma di Costantino D’Argenio alla guida del Prc cittadino è tornato il sereno presso la sede di via Tagliamento. Ma per una pagina che si chiude – “Finalmente si riprende a lavorare”, commenta il neo segretario – come spesso accade in politica c’è n’è un’altra, non meno delicata, che si apre. In verità più che di apertura è il caso di parlare di ripresa dei lavori: quelli preparatori alle amministrative, che vedono il Prc già impegnato sul fronte cittadino a sostenere Antonio Gengaro con la coalizione del centrosinistra alternativo. “Un progetto – sottolinea D’Argenio – al quale lavoriamo ormai da più di due anni”. In questo senso a prendere sempre più forma e consistenza nelle ultime ore è l’idea di una riproposizione della lista anche per la corsa a Palazzo Caracciolo. Un’eventualità già palesata da Gengaro durante l’incontro pubblico dello scorso 6 febbraio con la partecipazione dell’ex sindaco Di Nunno e sulla quale Libera Città nella persona dello stesso consigliere comunale interviene ulteriormente attraverso una nota. “Esprimiamo soddisfazione relativamente all’intesa tra i partiti per un centrosinistra alternativo in provincia di Avellino – si legge – Libera Città aderisce con entusiasmo all’iniziativa auspicando che anche altre esperienze significative del cattolicesimo popolare possano condividere questo progetto di rinnovamento dell’amministrazione e della politica in Irpinia”. Una rinnovata conferma della proposta quella della lista civica sulla quale però maggiori cautele vengono mostrate da D’Argenio. “E’ un’ipotesi sulla quale stiamo tentando di trovare la convergenza – ammette – ma per ottenerla sarà fondamentale riunirci attorno ad un tavolo di discussione fissando i contenuti e le linee programmatiche anche su questo piano”. Gli argomenti davanti a tutto, insomma, per il segretario cittadino del Prc che non esclude, nel caso in cui non ci sia accordo, anche la possibilità di una competizione in solitaria. “Da parte nostra c’è innanzitutto la necessità di completare la riorganizzazione del partito dopo la fase congressuale – spiega – tuttavia in ottica voto un passo è già stato compiuto attraverso il documento stilato con Sd e i socialisti nel quale si evidenzia l’ulteriore apertura ad anime vicine ai nostri valori”. Quelle “esperienze del cattolicesimo popolare”, presumibilmente, di cui parla Gengaro, ma non solo, e che ad esempio possono farsi risalire a figure come quelle di Amalio Santoro e Nunzio Cignarella che hanno già più o meno timidamente caldeggiato l’iniziativa. Intese ancora allo stato fluido su palazzo Caracciolo, a quanto pare, ma al contrario posizioni sempre più cristallizzate circa i rapporti con il Pd. Anche D’Argenio esclude infatti categoricamente ogni ipotesi di contatto: “Non vogliamo dare nessuna sponda – afferma – ad un partito che nell’immobilismo in cui si trova crede ancora di poter imporre scelte e programmi che tra l’altro non ha”. Parole che mostrano quanto insanabile appaia la frattura e per le quali scontati appaiono gli effetti: il Prc si tira fuori dalla conferenza interpartitica di marzo e chiaramente boccia anche le prospettate primarie di coalizione. Discorso diametralmente opposto invece per le altre forze della sinistra attualmente fuori dal centrosinistra alternativo. Sinistra Critica in una nota lamenta “.. l’esclusione da un progetto del quale sosteniamo la bontà – si legge – e per il quale da sempre ci siamo mostrati disponibili ad un confronto serio. Non si pensi di voler stringere rapporti con noi solo negli ultimi giorni per offrirci ‘asilo politico’ nella lista – prosegue la nota – Siamo chiamati ad immettere un surplus di energie nella vita politica di questa terra e siamo sicuri che la sinistra sarà capace di tutto ciò, Rifondazione Comunista in primis”. Un appello, quello di Sinistra Critica, che non lascia indifferente D’Argenio. La strada del dialogo è in questo caso percorribile per il segretario del circolo ‘Che Guevara’, che anzi puntualizza come sia già stata ampiamente espressa la volontà del Prc di allargare la coalizione al partito di Mario Guerriero e allo stesso Pcl. (di Eddy Tarantino)

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