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Soldi, quelli dei Fas, che hanno ben altre finalità ma che rappresenterebbero un estremo salvagente per il dissesto finanziario di alcune Sanità regionali. È lo stesso Ministro a riconoscerlo: “Sono fondi sottratti realmente ai cittadini. E’ un rimedio che può durare per un tempo molto limitato. Se infatti non si provvede con una drastica ristrutturazione, negli anni successivi bisognerà rimettere pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini, anche se questa soluzione è stata utilizzata per non creare ulteriori pesantissime tasse. Utilizzando i fondi destinati allo sviluppo del Paese si finisce per bloccare lo sviluppo di queste regioni. Questo intervento straordinario vuol dire non solo consolidamento nel presente della cattiva sanità, ma ipotecare lo sviluppo delle stesse regioni. Per questo si tratta di una cosa gravissima, e che può avvenire solo una volta”.
Un’estrema ratio quindi, per il Ministro. Una pratica cui si può ricorrere in casi eccezionali come questi che interessano le Regioni in deficit, alle quali, per ripianare oltre 2 miliardi di euro, saranno destinati: 1 miliardo alla Calabria, mezzo miliardo alla Campania, 420 milioni al Lazio e 67 milioni al Molise.
La Campania per il 2009 presenta un risultato di gestione negativo di circa 770 milioni che, sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 223 milioni, porta a un totale di disavanzo da coprire di circa 1 miliardo. Dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio, il disavanzo di gestione 2009 ammonta quindi a circa 500 milioni.