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Volturara – Museo storico a Nusco: il disappunto dei volturaresi

L’Alta Irpinia avrà presto il museo storico diocesano con sede nel palazzo Vescovile di Nusco. Il progetto, di notevole spessore culturale, prevede che tutti i beni di arte sacra dei comuni dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo, Nusco, Bisaccia e Conza (Volturara fa parte di questa Diocesi) saranno raccolti in questo museo. Un progetto lungimirante che soddisfa molti ma non tutti. Pregiate opere appartenenti alla comunità volturarese saranno infatti attribuite al comune di Nusco, con grande disappunto da parte dell’associazione culturale Il Tiglio, guidata dal presidente Antonio Marra. “Mentre la comunità di Nusco accoglie con soddisfazione questa iniziativa, noi volturaresi assistiamo, con amarezza, alla fine che faranno i quadri della nostra Chiesa Madre, prelevati dopo il terremoto del 1980 e attualmente in deposito presso la Certosa di Padula e il Convento di San Francesco a Folloni di Montella. Al fine di non disperdere questo enorme patrimonio è necessario mobilitarci e costituire, al più presto, un Comitato”. Un appello rivolto a tutti i cittadini, in particolare ai giovani, agli intellettuali, alle associazioni e ai politici per recuperare i quadri di Francesco Solimena, Jacopo Palma il giovane. “Il recupero dei quadri ci consente di rafforzare la convinzione che l’unica strada percorribile per dare un volto nuovo al paese è quella di puntare su cultura e natura. Valorizzare il nostro piccolo patrimonio fatto di storia e incantevoli scenari paesaggistici, ma anche di sapori, colori e profumi è quasi un obbligo. La Piana e Bocca del Dragone, il Museo Etnografico, la Chiesa con i suoi quadri, il Campanile pendente, il Castello, il campo di aviazione, le grandi manovre del 1936 e il Terminio ecc.. sono alcuni esempi da valorizzare attraverso un programma di marketing territoriale che ci consente, in futuro, di divenire luogo di attrazione turistica”. A questo scopo è stata indetta per il 18 dicembre alle ore 18,00 una pubblica riunione presso la sede dell’Associazione culturale, un incontro “…per capire quali sono le nostre reali intenzioni a risolvere un problema che si trascina da oltre un quarto si secolo”.

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