Visita ai luoghi di lavoro della Casa Circondariale Avellino

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Di seguito, la relazione redatta dal Segretario Generale della UIL Penitenziari in merito alla visita effettuata sui luoghi di lavoro della CC di Avellino in data 25 dicembre 2012.
“In data 25 dicembre u.s., unitamente a Massimo SPIEZIA componente della Direzionale Nazionale UIL Penitenziari, ho effettuato una visita, debitamente comunicata ed autorizzata, sui posti di lavoro presso la Casa Circondariale di Avellino. Come da prassi consolidata comunico gli esiti della stessa. Benchè la visita avesse il precipuo scopo di consentire alla delegazione visitante di portare gli auguri di Natale al personale in servizio, non ho potuto non rilevare come l’incuria, la sporcizia e il degrado siano tratti caratterizzanti della parte “vecchia” dell’istituto. Pur consapevole che la ristrettezza delle disponibilità economiche non consentono operazioni di manutenzione straordinaria, forse nemmeno di quella ordinaria, ciò non può ,comunque, costituire valida ragione a giustificare il lordume che si rileva in alcuni ambienti della parte “vecchia” dell’istituto. In particolare nelle trombe delle scale di accesso alle sezioni detentive è possibile rilevare accumulo di sporco davvero incompatibili con la salubrità e l’igiene. Evidentemente le operazioni di pulizia, da parte dei detenuti lavoranti, non sono effettuate con quella cura che si può riscontrare nella palazzina dove insistono gli uffici della Direzione. La visita si è svolta in un clima di cordialità e serenità ed è stata effettuata con l’accompagnamento del Comandante di Reparto e di un Assistente Capo della polpen . Solo verso la fine della stessa si è aggregato anche l’Ispettore che effettuava servizio di Sorveglianza Generale. La delegazione UIL ha subito fatto notare al Comandante l’anomala presenza di volantini replicanti un comunicato intitolato “ Gli eroi e gli sciacalli” di una OS autonoma che erano posizionati (in numero spropositato) presso l’ingresso istituto, in difformità alle disposizioni emanate dalla direzione. Il Comandante preso atto della legittima contestazione ha personalmente rimosso e cestinato tali volantini. Operazione che ha ripetuto nell’androne del secondo piano dove sono allocati i detenuti Alta Sicurezza. Ovviamente l’occasione è stata propizia per scambiare con il Comandante alcune valutazioni in ordine ai recenti eventi verificatisi presso quella struttura penitenziaria, in particolare l’eclatante e rocambolesca evasione di quattro detenuti che ha occupato grandi spazi sulle cronache nazionali dell’informazione. Pertanto non ho potuto che ribadire il convincimento, già espresso, di evidenti e precise responsabilità dell’accaduto in capo alla Direzione ed al Comando di Reparto per aver evitato di rimuovere bidoni e pedane in prospicienza della cinta, che sono servite a facilitare la fuga di quattro pericolosi criminali. Analogamente ho riferito delle preoccupazioni della delegazione visitante circa l’organizzazione dei controlli di sicurezza rispetto ad una sezione ed una cella in cui erano ospitati detenuti ad alto fine pena. In particolare è stato osservato come le ispezioni ambientali e la battitura dei ferri, se effettuate con cadenza giornaliera, avrebbero dovuto portare alla scoperta dei tentativi di rimozione del blocco di mattoncini che hanno consentito agli evasi di portarsi fuori dalla cella per guadagnare la cinta. Per tali ragioni abbiamo ribadito il nostro convincimento che il personale in servizio nella notte dell’evasione abbia le minori responsabilità dell’accaduto. Non di meno abbiamo dovuto far rilevare al Comandante come la composizione della “pattuglia” di tre unità di polpen inviata a partecipare alle ricerche dei fuggitivi abbia contribuito ad alimentare polemiche. In verità la presenza di un assistente capo quotidianamente preposto, in abiti borghesi, all’acquisto di generi presso esercizi commerciali esterni e di un addetto alla matricola (che quel giorno fruiva di permesso sindacale) giustificano le legittime lamentele di quel personale, ogni giorno in prima linea, che pure aveva dato disponibilità ad essere impiegato nelle ricerche e che, invece, ne è stato escluso. Su tale aspetto il Comandante ha preferito non approfondire limitandosi a comunicare che la scelta dei tre è da considerarsi una sua autonoma decisone. La visita al “nuovo padiglione” ha confermato come la c.d. “sorveglianza dinamica” può essere un innovativo ed utile metodo di lavoro che esalta il ruolo della polpen in un quadro di salubrità, efficacia ed efficienza. Approssimandoci alla sezione femminile, dove la delegazione UIL ha lasciato alcuni doni alle due bimbe ristrette con le proprie madri, abbiamo positivamente commentato l’incremento di organico della unità di PPF, auspicando che tale determinazione consenti l’effettuazione di turni di servizio più sostenibili e compatibili con le previsioni contrattuali e possa garantire maggiori controlli. Infatti il ritrovamento di un telefono cellulare in una cella del femminile, solo poche ore prima della visita, appalesa la necessità di rimodulare tutto il sistema di sorveglianza e di controlli. A tal fine la UIL si farà carico di chiedere alla Direzione di rivedere l’organizzazione del lavoro attraverso una rimodulazione dell’impiego delle unità appartenenti al ruolo degli Ispettori che debbono garantire continua presenza, soprattutto nelle fasce serali e notturne. La presente, come solito, sarà inviata anche agli organi di informazioni e pubblicata sul sito della scrivente OS. Molti cordiali saluti”.

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