
Montella – Cinipide Galligeno del castagno: la Comunità Montana Terminio Cervialto scende in campo nel contrasto del pericoloso insetto la cui presenza – dopo essere stata registrata in Piemonte ed in Toscana – è stata segnalata anche in Campania, ed in particolare presso i castagneti della provincia di Avellino. Un focolaio è stato registrato anche nel territorio della Terminio Cervialto, ed in particolare a Bagnoli Irpino. E’ questo il primo dato che emerge dall’attività di monitoraggio compiuta dal personale tecnico dello Stapa – Cepica di Avellino, in collaborazione con i tecnici della Comunità Montana presieduta da Nicola Di Iorio. Nei giorni scorsi la Giunta esecutiva della Terminio Cervialto in un’apposita delibera ha ipotizzato una serie di iniziative e di azioni mirate proprio al contrasto della diffusione del Cinipide Galligeno che può rivelarsi molto dannosa per le coltivazioni irpine. La delibera è stata indirizzata al Ministero per le Politiche Agricole, all’Assessorato Regionale all’Agricoltura, all’Assessorato alle Attività Produttive della Provincia di Avellino e allo Stapa Cepica di Avellino. Viene fatta richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale, richiesta che, per il tramite della Regione Campania, va inoltrata al Ministero per le Politiche Agricole. L’obiettivo è quello di sostenere soprattutto i piccoli produttori che potrebbero veder compromessa la propria attività imprenditoriale proprio in seguito alla diffusione del pericoloso insetto di origine cinese. Alla base del riconoscimento dello stato di calamità naturale c’è la necessità di un pieno coinvolgimento del tessuto imprenditoriale locale nell’attività di contenimento del contagio. Ma non solo. Perché la Terminio Cervialto, come si può evincere dalla delibera di giunta, chiede alla Regione di poter utilizzare le maestranze forestali per attuare operazioni di raccolta delle galle e opere di potatura, attività che allo stato, insieme ad un’azione integrata di carattere chimico e biologico, rappresenta una modalità efficace per evitare la diffusione dell’insetto.