‘Virtual Trader’, Romano: “La più vasta operazione in tutta Italia”

0
210

Avellino – “Virtual Trader è l’operazione più importante e di vaste dimensioni che si è avuta in tutta Italia fino ad oggi. Un blitz, quello della Guardia di Finanza, che ha portato allo smantellamento di quattro organizzazioni criminali, riuscite in pochi anni a raggiungere somme vertiginose di evasione fiscale – queste le dichiarazioni del Procuratore Mario Aristide Romano ad apertura della conferenza stampa – Sono più che soddisfatto del risultato ottenuto ma voglio sottolineare che si tratta solo del primo filone di un’importante inchiesta ancora aperta”. Una maxi evasione dell’Iva per oltre 120milioni di euro, 15mila autovetture per un valore di affari di circa 600milioni di euro e dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere. Sono questi gli elementi fondanti dell’operazione “Virtual Trader” illustrata, presso la Procura della Repubblica di Avellino. Le auto, in maggioranza di grossa cilindrata, venivano introdotte in Italia dalla Francia e dalla Germania e vendute a clienti, spesso ignari, dalle concessionarie i cui titolari, come hanno accertato gli investigatori, in alcuni casi erano anch’essi all’oscuro della truffa fiscale. Una mega truffa ai danni dello Stato che si è consumata, secondo quanto appurato dalla Guardia di Finanza di Avellino, attraverso l’immatricolazione di circa 15.000 autoveicoli sui quali, attraverso una serie di acquirenti virtuali, non veniva pagata l’imposta. Erano vendute ad autosaloni e a singoli acquirenti in provincia di Avellino ma anche nel resto d’Italia e all’estero: per sottrarsi al pagamento dell’Iva, l’organizzazione vendeva le auto soltanto sulla carta a prestanome residenti in Polonia e Spagna, le stesse auto che in realtà venivano importate da Francia e Germania. I quattro imprenditori che sono da martedì mattina presso il Carcere di Bellizzi Irpino erano secondo gli inquirenti a tirare le fila dell’organizzazione ed erano a capo di organizzazioni indipendenti tra loro, ognuna dotata di un organico dedicato ad hoc, compreso traduttori ed interpreti, per la gestione della colossale truffa che ha fruttato agli organizzatori enormi profitti. Ai quattro arresti si aggiungono tre arresti domiciliari e tre obblighi di dimora. Indagati anche alcuni familiari dell’organizzazione.

Nel corso della conferenza stampa, che ha avuto inizio alle ore 17 presso la Procura della Repubblica di Avellino, sono stati consegnati agli organi d’informazione un Cd rom che racchiude alcune immagini dell’operazione ed una nota ufficiale sull’operazione che riportiamo, di seguito, integralmente: “L’evasione è stata posta in essere mediante il sistematico utilizzo di soggetti economici interposti, che si sono avvicendati nel tempo, raffinatamente predisposti ed utilizzati dagli organizzatori della frode al fine di essere formalmente inattaccabili nel periodo di attività – per i quali è stato coniato il termine ‘Virtual Trader’ – tutti comunque aventi la funzione di accollarsi il debito Iva che non risulta mai onorato. La dinamica della truffa è stata difficile da ricostruire e dimostrare perché le operazioni erano all’apparenza regolari, pertanto al fine di individuare le quattro associazioni a delinquere, intrecciate tra loro, è stata necessaria una imponente attività di intercettazioni telefoniche e telematiche, estese anche ad utenze internazionali, su 81 utenze che in 20 mesi hanno permesso di registrare 150.000 ore di conversazioni dei complici mentre parlavano dei meccanismi fraudolenti nonché intercettare e-mail e migliaia di trasmissioni telefax. Le indagini hanno permesso di ricostruire uno spaccato di oltre due anni di attività delle organizzazioni criminali che si sono costantemente ingegnate a porre in essere sempre nuovi artifizi per eludere le recenti normative antifrode come la cosiddetta ‘Solidarietà Iva’ o le nuove procedure informatizzate per le immatricolazioni degli autoveicoli di provenienza comunitaria. Gli indagati, nella loro pervicacia alla frode, pur essendo venuti legittimamente a conoscenza dei reati ipotizzati nei loro confronti hanno sistematicamente reiterato il sistema di frode. La mole di informazioni raccolte è stata compilata in una corposa informativa ‘multimediale’ che consente di ascoltare agevolmente le migliaia di conversazioni utili, visionare filmati e foto. Il Pm di Avellino Vittorio Santoro ha indagato 34 persone fisiche e 5 giuridiche evidenziando quattro diverse associazioni per delinquere (Alfa, Beta, Gamma e Delta), tutte promosse ed organizzate da soggetti irpini. Negli anni 2001 al 2005, hanno posto in essere sistematica attività finalizzata all’evasione fiscale mediante emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, nonché alla truffa aggravata e continuata a danno dello Stato, per importi di rilevante entità, commessa anche mediante falso ideologico in atto pubblico (artt.416, comma 1 e 2, 81 cpv, 61, n.7 del codice penale, nonché artt.8 e 10 del d.lgs. n. 74/2000) nonché turbativa dei mercati. L’Ufficio del Gip del Tribunale di Avellino guidato dalla dottoressa Carmela Iorio, accogliendo buona parte delle richieste dell’Autorità Giudiziaria delegante, ha emesso 10 ordinanze di misure cautelari personali, eseguite il 16 maggio scorso dai militari del Nucleo della Guardia di Finanza di Avellino, unitamente al sequestro cautelativo di beni per oltre 40.000.000 euro utilizzando lo strumento ablativo del ‘sequestro preventivo anche per equivalente’ di qualsiasi disponibilità degli indagati; l’incisivo provvedimento è stato utilizzato per la prima volta per reati di questo tipo e per importi così ingenti. Per numero e tipologia di soggetti coinvolti: 42 soggetti giuridici interposti, 3 broker, 55 autosaloni nazionali, 4 società estrovertite (di cui una statunitense) e conti correnti esteri. Quantità dei beni da sottoporre a sequestro per equivalenza: oltre 40.000.000 euro, 120 autovetture sequestrate. Qualità dei risultati concreti sinora già raggiunti: versamento di complessivi 1.289.153,53 euro per Iva afferente storno spontaneo di fatture soggettivamente false da parte di indagato al fine di non incorre in reato dichiarativo; il servizio si pone sicuramente quale primaria operazione al livello nazionale e comunitario nello specifico settore della lotta alla cosiddetta ‘frodi carosello’ nell’importazione parallela degli autoveicoli. Infine, si rappresenta che quella conclusa ieri è solo la prima fase dell’operazione che non proseguirà con l’accertamento delle responsabilità delle decine di clienti nazionali (reali maggiori beneficiari del sistema di frode) nonché dei fornitori esteri ed esterovestiti (società all’apparenza di diritto estero ma, di fatto, amministrate e gestite completamente in Italia): infatti sono in corso due rogatorie internazionali tramite ‘Interpol’ ed ‘Europol’ inoltre è stata inviata la segnalazione per blocco rimborso di 1.000.000 euro a favore di altra società estrovertita”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here