Virginia Libero a Grottolella: “I piccoli borghi non sono destinati all’oblio”

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Non una scelta casuale, ma un preciso segnale politico. Il piccolo borgo di Grottolella è l’unica tappa irpina del tour di Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici (GD). Visitare infatti un piccolo comune significa voler mettere al centro del dibattito nazionale le aree interne, i piccoli borghi e quelle comunità che troppo spesso vengono date per scontate o, peggio, destinate all’oblio.

Ad accoglierla stamane, insieme a un nutrito gruppo di giovani e cittadini, è stata Adriana Guerriero, segretaria locale del PD/GD, per un confronto diretto sul futuro di questi territori. Al centro dell’incontro la campagna “Benvenuti al paese reale”, un’iniziativa che punta a smascherare, secondo le parole della stessa Libero, la narrazione di un governo di destra che “continua a raccontare un’Italia e una generazione che non esistono”. “Il paese reale è soprattutto nelle aree interne ed è dimenticato dalle istituzioni”, ha esordito la segretaria nazionale, sottolineando la necessità di risposte concrete su diritto allo studio, al lavoro e alla salute. Una critica dura è stata rivolta alle recenti scelte legislative: “Questo governo porta avanti decreti come quello Calderoli e ha il coraggio anche di scrivere in legge di bilancio che le aree interne sono destinate a un inesorabile declino. Questo non si chiama destino, si chiamano scelte politiche portate avanti sulla pelle e sui diritti della gente che, come in tutta Italia, le tasse le paga”. Per Libero, fare politica significa servizio e dare voce a zone che non finiscono nella cronaca nazionale, ribattendo con forza allo stereotipo di una gioventù disimpegnata: “La nostra generazione, al contrario di quello che raccontano, c’è, non è sdraiata, si occupa del proprio presente e vuole costruire il futuro all’interno del territorio che ama”.

Il discorso si è poi spostato sulle dinamiche interne al Partito Democratico. Libero ha tenuto a precisare che, sotto la guida di Elly Schlein, lo spazio per i giovani esiste. “Ci interroghiamo su come fare in modo che quel protagonismo non sia una figurina, ma realmente un contenuto politico. Non deve essere solo quello di chiedere semplicemente dei giovani nelle liste. Questo sono tutti bravi a farlo”, ha chiarito, ricordando il forte patto intergenerazionale dimostrato dai giovani in occasione del recente referendum costituzionale. “Vogliamo che il nostro protagonismo sia dato rappresentando a tutti i livelli, dai municipi fino al Parlamento Europeo, non delle quote giovanili, ma un percorso portato avanti dalla nostra generazione. Siamo persone che fanno politica, esattamente come chi ha dieci anni più di noi, e va riconosciuto il nostro spazio. Non è una questione di merito, è una questione di riconoscimento del percorso politico”, ha concluso Libero.