Violenza donne, Iacobucci (Prc): “Non basta la giornata di memoria”

0
112

Avellino – “Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, fenomeno sempre in crescita, anche se in gran parte ancora nascosto e sottostimato, che colpisce donne di ogni età e classe sociale e che oggi testimonia anche il dilagare di vecchie e nuove forme di fascismo e il diffondersi di una cultura sempre più razzista e violenta che si accanisce, oggi più di ieri, anche contro lesbiche, omosessuali, trans e tutti quei soggetti che si sottraggono all’eterosessualità obbligata”. Lo ricorda Rossella Iacobucci della segreteria provinciale del Prc di Avellino, che riporta anche un importante dato: “Per avere solo un’idea dell’entità del problema – spiega – basta ricordare che la principale causa di morte delle donne comprese tra i 14 e i 44 anni in Europa e nel mondo è la violenza subita da un uomo”. Una data importante, insomma, nella quale si ricorderanno “Marinella, Agata, Laura, Afef, Natalie, Brenda” e tutte le invisibili, “tutti i volti sfigurati, tutte le anime inaridite di donne discriminate, maltrattate, picchiate, uccise e violentate nei corpi e nella dignità”.
Un appuntamento, ancora, al quale il Prc non vuole mancare, come aggiunge la Iacobucci: “Siamo da sempre impegnati contro ogni tipo di discriminazione e violenza, da sempre in lotta per le uguaglianze sociali e di genere, ora cogliamo l’occasione per sottolineare che la questione della violenza sulle donne non deve e non può essere trattata solo come un fatto privato o di cronaca nera ma deve assumere una rilevanza più ampia, interessando tutte e tutti perché riguarda, in senso più allargato, il rapporto di potere degli uomini sulle donne sia nella sfera personale e privata che in quella pubblica”. E tra le cause della discriminazione verso le donne nel mondo e soprattutto in Italia, spicca – secondo l’esponente del Prc – un preccoupante modus vivendi: quella mercificazione del corpo perpetrata dai mass media e da una politica che si sostanzia nell’intreccio di sesso – denaro – potere. E c’è dell’altro. “Diciamo a gran voce che la debolezza delle donne è sostenuta anche dallo scarso finanziamento dei fondi destinati ai Centri Antiviolenza, dalla precarietà esistenziale, dal doppio carico di lavoro produttivo (sempre più precario e sottopagato) e di lavoro riproduttivo che grava ancora solo sulle spalle femminili – afferma la Iacobucci – Anche le recenti riforme sul lavoro, sulla scuola e sulle università hanno come effetto immediato quello di rendere tutte le donne più insicure e precarie e le rimandano dentro le mura domestiche che ogni giorno sono teatro di violenze. Non basta una giornata di memoria, occorrono politiche governative che puniscano realmente i reati contro le donne e che tendano all’uguaglianza economica e sociale, quindi anche di genere. Occorrono politiche di governo dove pari – opportunità non significhi solo una minigonna e un paio di belle gambe, ma significhi – conclude – uguale trattamento sociale, parità di opportunità e diritti tra il maschio e la donna nella vita quotidiana e privata come in quella politica”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here