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Vino scadente al posto dello champagne, sequestro a Solofra

Solofra – Finisce anche Solofra nel mirino dei Carabinieri del Nas di Napoli che stamane hanno dato vita ad un maxi sequestro di bottiglie tarocche di champagne. Nella cittadina della concia infatti i militari hanno rinvenuto e sequestrato 4500 bottiglie di champagne contraffatte, ben occultate e parte della medesima partita oggetto dell’operazione che, all’alba, ha visto i Comandi Provinciali Carabinieri di Roma e Napoli eseguire tre ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica Sezione Criminalità Economica, nei confronti dei componenti di un sodalizio specializzato nella contraffazione e commercializzazione di bottiglie di champagne con falso marchio.
I “falsi d’autore” erano stati sapientemente occultati all’interno di un’abitazione disabitata ubicata a Solofra e solo un occhio esperto avrebbe potuto notare i pochi dettagli che contraddistinguono le bottiglie autentiche da quelle falsificate: piccole difformità nelle etichette celavano in realtà enormi diversità qualitative. Sono finiti ai domiciliari B. M. di Velletri, C. G. di Napoli e A. A. di Vico Equense. La complessa indagine, condotta con la collaborazione dei NAS di Campania. Veneto, Piemonte, Lazio ed Umbria, ha tratto origine dall’occasionale sequestro di alcune bottiglie di champagne contraffatte poste in vendita presso esercizi commerciali napoletani. I Carabinieri, ricostruendo la articolata filiera di produzione e commercializzazione dei prodotti abilmente contraffatti, hanno sequestrato ingenti quantitativi di etichette contraffatte a marchio Moet&Chandon, Cliquot e Bollinger, e bollini adesivi, gabbiette, cartoni da imballaggio, capsule, tappi, collarini, cliché dei marchi contraffatti, timbri e attrezzature per l’imbottigliamento, tutto materiale utile per il confezionamento e la conseguente immissione in commercio di almeno 50.000 bottiglie, nonché 1.200 bottiglie a marchio contraffatto Moet & Chandon e Veuve Cliquot Ponsardin, oltre 2.700 di champagne Moet & Chandon proveniente da paesi comunitari e con codice di sicurezza abraso.

Dalle indagini, svolte anche con il monitoraggio di numerose utenze telefoniche e verifica di ingente documentazione, è emerso che le bottiglie, acquistate presso una vetreria piemontese, erano successivamente riempite con vino spumantizzato di modesta qualità e poi, allo scopo di sottrarle ai controlli, trasferite in una località dei Castelli Romani, dove con l’ausilio di un enologo venivano vestite con etichette contraffatte e confezionate in cartoni con marchi non veritieri. Il valore della merce sequestrata ammonta a circa 400mila euro mentre una eventuale vendita del prodotto contraffatto avrebbe fruttato un guadagno di circa 2 milioni di euro ed una evasione IVA per circa 400mila euro.

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