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Sindaco Salzarulo si presenti…
Sono sindaco da 8 anni, ma sono amministratore dal 1978: un background un po’ pesante data la tendenza generale che impone di ringiovanire. Credo però di essere ancora giovane nonostante i miei 62 anni all’anagrafe e i miei 32 anni da amministratore. Ho quindi un dato negativo: l’età; ed uno positivo: la grande esperienza. Uno dei miei punti di forza, inoltre, è di aver vissuto il terremoto dal giorno che si verificò a tutto quello che ha comportato. Le difficoltà mi hanno abituato a pensare al sodo piuttosto che alle decorazioni, nonostante non facciano male neanche quelle.
La sua vita quindi è trascorsa tra i banchi della politica. Quali sono stati i cambiamenti più visibili dal 1978 ad oggi?
I cambiamenti sono nelle persone che ormai hanno una grande reticenza nella gestione della cosa pubblica, sono meno propensi a partecipare e a farsi coinvolgere. Gli anni ‘70 li ricordiamo per la grande partecipazione, mobilitazione e passione per la politica, oggi le passioni sono più sopite, oserei dire compresse. Si è venuta a creare una sorta di autocensura che da una parte è causa e dall’altra effetto di questa antipolitica.
Quando ha deciso di scendere in campo in prima persona e di candidarsi a sindaco, quali erano gli obiettivi che si era riproposto di realizzare?
Avevo in mente la razionalizzazione di questo paese perché quando Lioni fu rasa al suolo, si perse tutto. Non mi riferisco solo alle case e alle strade, ma anche alle relazioni umane, alle identità dei quartieri, si è persa una tradizione. Lioni era un posto effervescente ed io volevo riannodare un tessuto sociale che si andava disgregando e aggregando intorno ad interessi particolari. Non ci sono riuscito, forse sono stato elemento di ulteriori divisioni, ma ci ho provato cercando di costruire progetti condivisi.
Di cosa va più fiero?
Vado fiero di aver riconnesso il tessuto urbano e di aver portato quasi a compimento un mega progetto di case popolari. Mi vanto di aver completato due grandi opere sportive: il palazzetto dello sport e lo stadio. E’ vero, ho costretto la comunità a fare debiti, ma l’ho fatto per il bene dei cittadini.
Tra le tante cose ha deciso di investire nello sport…
Sì, perché la linea di tendenza per creare aggregazione si fonda sullo sport. A Lioni c’è un gruppo sportivo amatoriale che gioca in seconda categoria, due scuole calcio, un gruppo di giovani che pratica la pallacanestro, ci sono uomini di mezza età che si organizzano per il calcetto, dei campi da tennis. Lioni è un posto attrezzato per lo sport e si sta man mano riprendendo.
Lei che rapporto ha con lo sport?
Ho un rapporto equivoco nel senso che mi piace guardarlo, ma non l’ho mai praticato concretamente. Alla fine il mio sport è la politica, anche se d’estate, pur sessantenne do i mie tre calci ad un pallone.
C’ è una squadra di calcio che segue?
Sono un tifoso del Napoli, ma apprezzo l’Avellino e mi auguro che possa arrivare al più presto in serie A.(di Rosa Iandiorio)