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“Abbiamo chiesto aiuto ai Comuni e al volontariato – prosegue il Prefetto – e cominciato a lavorare con le associazioni sindacali che possono darci un supporto. Stiamo verificando i momenti di crisi e i momenti di buona gestione per arrivare ad un trend degno dell’ospitalità che lo Stato italiano può fornire a questi immigrati”.
Nelle ultime settimane sono arrivati segnali di insofferenza da parte della popolazione, Sessa prova a rasserenare il clima: “Quello che ho ascoltato e letto tramite i mezzi di comunicazione in questo periodo sottolinea che il cittadino, in un momento così grave di congiuntura economica, ritiene che le spese che lo Stato sopporta per i profughi vadano a suo discapito. Innanzitutto c’è da dire che i Comuni non sopportano alcuna a spesa a riguardo né per la gestione né per il pocket money di 2,50 euro che viene corrisposto ai profughi. Indubbiamente, mi rendo conto che il cittadino disoccupato possa fare questa critica. Non è un discorso che possiamo associare, tenendo presente che queste persone arrivano da realtà davvero disastrose”.
E sul sistema di subappalti denunciati dalla Cigl, sì legali ma che non garantiscono la possibilità di assicurare condizioni dignitose agli immigrati: “Abbiamo organizzato una rete di controlli – dichiara il Prefetto di Avellino – tutte le strutture sono controllate dalle Forze dell’ordine quotidianamente. Abbiamo allertato l’ispettorato del lavoro e l’Asl si è attivata in maniera eccezionale sia per il discorso sanitario sia per quanto riguarda l’accertamento delle idoneità delle strutture. Certo ci sono stati problemi per l’improvviso arrivo dei profughi per l’alto numero di presenze. Stiamo lavorando per rimediare – conclude – sperando che questo consenta una convivenza migliore da parte della cittadinanza che non ha nessun motivo di preoccuparsi”. Avendo la maggior parte dei profughi chiesto asilo politico ed assistenza, il tempo di permanenza si allungherà a circa otto mesi. (Pasquale Manganiello)