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Il club biancoverde non era legittimato a prendere parte ai lavori (lo sarebbe stato solo in qualità di soggetto interpellato o invitato dalla Commissione), ma una volta terminati ha inviato all’Ufficio di Governo di Corso Vittorio Emanuele il proprio responsabile dei rapporti istituzionali, nonché dirigente accompagnatore della squadra, Luigi Lallo, che ha fatto il punto della situazione.
“La Commissione non ha potuto deliberare per l’assenza del rappresentante del Comune di Avellino – ha spiegato – Attendiamo le risultanze del verbale della riunione. Al momento non ci sono elementi concreti per valutare il tutto che è rinviato a data da destinarsi”. Quella che sembra essere una fumata grigia arriva a 24 ore di distanza dall’irrigidimento della posizione dell’Ente di Piazza del Popolo sulla vicenda “Partenio-Lombardi”.
“Non posso entrare nel merito degli aspetti contabili – ha affermato in tal senso Lallo – So solo che il presidente Taccone ha profuso notevoli sforzi economici, senza i quali l’Avellino non avrebbe potuto giocare le partite. Non so a cosa sia dovuta l’assenza del Comune, se per volontà o per altri impegni. Credo che abbia a cuore la situazione, anche perché l’Avellino è l’unica squadra della provincia che crea un indotto”.
In attesa del verbale della seduta odierna che sarà diffuso a breve dalla Prefettura, al momento l’unica certezza è che si profila una corsa contro il tempo per restituire al pubblico la Curva Nord in occasione del triangolare di prestigio con Parma e Bordeaux del prossimo 2 agosto. E sullo sfondo, ciò che traspare è una dialettica istituzionale non propriamente idilliaca tra amministrazione e società. (@claudio_devito)
(A seguire la videointervista)