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L’Asm, azienda del settore metalmeccanico che opera per conto della Fiat, si è resa disponibile a conservare un presidio con solo 35 dipendenti, a fronte dei 135 in carica. Alla soluzione prospetatta dall’azienda si è opposto il secco no dei sindacati. I lavoratori minacciano lo sciopero ad oltranza. E intanto a novembre scade anche la cassa integrazione e gli operai rischiano di rimanere senza ammortizzatori sociali. Le organizzazioni di categoria hanno chiesto l’Asm il prolungamento della cassa integrazione.
(di seguito l’intervista a Nino Altieri, segretario provinciale della Uilm)