VIDEO/ Acs, De Stefano: “Piano industriale vuol dire anche esuberi”

0
124

Quasi due ore di tempo ci sono volute per trovare la quadra intorno la riorganizzazione dell’Alto Calore Servizi.
Questa mattina il presidente Lello De Stefano ha incontrato le parti sociali in Prefettura per chiarire le rispettive posizioni. Il primo nodo affrontato, però è stato la Pavoncelli Bis sul quale il numero uno dell’azienda di Corso Europa insieme ai sindacati, ha chiesto al Prefetto di aprire una mediazione con la Regione Campania.
“La sentenza sulla Pavoncelli è l’ennesimo schiaffo alla nostra terra – esordisce De Stefano – siamo tutti concordi che con l’autorevole mediazione del Prefetto va aperto un tavolo con la Regione Campania per aprire una vertenza sull’ingiustizia che questa terra subisce”.
“Un’ ingiustizia non per l’opera in sè – aggiunge – i lavoratori edili ne hanno sicuramente un vantaggio occupazionale, ma è un opera che viene realizzata sulla nostra terra a beneficio della Puglia, si tratta di 130 milioni di euro investiti in Irpinia non per l’Irpinia. Per riequilibrare questa ingiustizia altrettanti siano i finanziamenti per il nostro territorio”.
Subito dopo De Stefano ha nuovamente richiamato l’attenzione sull’azienda da lui gestita, vantando forte senso di responsabilità in netta discontinuità col passato. “C’è una netta discontinuità di questa gestione rispetto al passato, abbiamo ereditato 104 milioni di debito dalla scorsa amministrazione e con grande rigore e senso della misura stiamo riducendo gli sprechi e dimostrando che in Irpinia ci sono persone competenti con grande senso morale”.
Per il presidente Acs sono finiti i tempi dei privilegi, quindi per buona pace di tutti è tempo di darsi da fare: “Non è più tempo di comode posizioni, tutti facciano la propria parte, stipendi esagerati non ce ne possono essere più, se chiediamo l’attenzione per un ingiustizia che l’Irpinia ha subito dobbiamo fare tutti il nostro dovere al meglio nell’interesse di tutti i cittadini che devono avere un servizio efficiente a costi ridotti”.
Infine sul piano industriale: “Puntiamo su efficienza dei costi energetici, recupero del credito e letture. Dobbiamo essere presenti in maniera capillare sul tutto il territorio, ma resta il fatto che abbiamo 360 dipendenti e questo significa esuberi e contratti di solidarietà”. (di R.Iandiorio)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here