Vicenda Caso – La Cisl: “Non è mai stato un nostro dipendente”

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Avellino – La vicenda di Michele Caso continua a scuotere la Cisl irpina che con una nota inviata in serata chiarisce la posizione ufficiale dell’Organizzazione. “Apprendiamo con stupore ed incredulità quanto dichiarato in mattinata, agli Organi di Stampa, dal signor Michele Caso – si legge nel comunicato firmato Cisl AvellinoÈ nostro dovere fare chiarezza sulla vicenda, sia nel rispetto dell’opinione pubblica, ma in particolar modo dei quarantasettemila iscritti alla nostra Organizzazione. Innanzitutto precisiamo che Michele Caso non è mai stato dipendente della Cisl di Avellino, per questa ragione sarebbe impossibile per la nostra Organizzazione licenziare chi non è mai stato assunto. Michele Caso è tuttora dipendente dell’azienda RECORDATI Industria Chimica e Farmaceutica S.P.A. di Latina dal 31 gennaio 1974, in distacco sindacale prima nella categoria dei chimici della Cisl, poi presso la UST CISL di Avellino, chiamato a ricoprire ruoli di Segreteria. Allo stato, avendo egli esaurito tutti i mandati per ricoprire tali cariche, come da Statuto, ha ricevuto la proposta di proseguire la sua esperienza sindacale a livello regionale della Cisl. Proposta da lui inspiegabilmente rifiutata. Di conseguenza, è tenuto a riprendere servizio nell’azienda di provenienza, così come è avvenuto in questi anni per tanti dirigenti sindacali che hanno superato il limite massimo previsto dallo Statuto. La Cisl non può permettersi di pagare personale che non ricopre ruoli riconosciuti e definiti nell’Organizzazione, nel rispetto dello Statuto e dei lavoratori associati. La Cisl Irpina continuerà la sua attività sul territorio, a difesa degli interessi dei lavoratori, pensionati, giovani, disoccupati, donne e immigrati, così come ha sempre fatto, ritenendo chiusa la questione in ogni suo aspetto, fatte salve le iniziative che si rendesse necessario intraprendere a tutela dell’immagine e del prestigio sindacale, nel caso si dovesse fare un uso strumentale della vicenda”. In fine di nota l’invito alla stampa a trattare la questione con attenzione esensibilità, ma “senza – si legge nel documento – enfasi alcuna sì da non consentire speculazioni di sorta da parte di chicchessia”.

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