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Un passo in avanti rispetto alla sfida con il Bari?
“Sicuramente. Rispetto alla sfida del San Nicola abbiamo giocato con maggiore cattiveria agonistica offrendo anche un’ottima prestazione sotto l’aspetto del gioco”.
Lunedì il Catania un altro osso duro?
“E’ vero ci aspetta un’altra partita molto difficile contro una squadra fortissima, ma in questo periodo della stagione non dobbiamo guardare in faccia a nessuno. Abbiamo bisogno di punti ed a prescindere da chi ci sta di fronte dovremo sempre provare a conquistare i tre punti. Tra l’altro giocheremo al Partenio, quindi dovremo sfruttare al massimo il fattore campo. La nostra salvezza passa tra le mura amiche. Se riusciremo a conquistare qualche punto in più in trasferta meglio ancora”.
Quanto conterà l’apporto del pubblico in questa delicata fase del campionato?
“Tanto. Loro sono la nostra arma in più. Con il Cesena ci hanno dato una grossa carica, come anche nelle altre occasioni. In casa o in trasferta i nostri tifosi vincono sempre”.
La lotta alla salvezza potrebbe allagarsi visti i risultati delle ultime giornate: “Credo che anche Modena e Triestina che hanno 34 punti sono a rischio. Comunque, dobbiamo pensare prima di tutto a noi stessi e poi a gli altri”.
Il nuovo modulo con un solo incontrista vi ha creato delle difficoltà?
“No, perché c’è stato spirito di sacrificio da parte di tutti. Dalla difesa all’attacco abbiamo giocato tutti alla grande”.
Finalmente la difesa non subisce goal. Merito anche di un miglior filtro da parte del centrocampo?
“Abbiamo dato una grossa mano, ma credo che i miei compagni lì dietro almeno per una volta sono stati impeccabili”.
Una vittoria quella contro la formazione di Castori che oltre alla classifica serve anche al morale?
“Certamente. Questo risultato è molto importante anche perché ci ha permesso di raggiungere in classifica la Ternana”.
Sulla riconferma del nuovo modulo con la formazione rossoblu afferma: “Noi proviamo a mettere in difficoltà il mister. Poi come sempre sarà lui a decidere. Quello che conta è fare risultato, dobbiamo giocare ogni gara come se fosse una finale”.
(di Sabino Giannattasio)