
Montella – Resta problematica la situazione alla Sud Irpinia per le decine di lavoratori impelagati nelle inadempienze retributive da parte dell’azienda. Delle vere e proprie sabbie mobili dalle quali sembra difficile fuoriuscire anche alla luce delle evoluzioni negative di queste ore circa l’intervento della casa madre a cui fa riferimento la Sud Irpina, la Ocevi Sud, a supporto del centro produttivo. “Ieri (mercoledì – ndr) sembrava che le cose si stessero mettendo per il verso giusto – spiegano le Rappresentanze Sindacali Unitarie – con la definizione dell’accordo per la cessione di un piccolo ramo d’azienda alla Ocevi. Ma poi è sfumato tutto, facendo di nuovo sprofondare la speranza dei lavoratori di vedere finalmente la luce”. A nulla è servito quindi, per ora, il summit tenuto nei giorni scorsi presso il Municipio di Montella, alla presenza del sindaco Salvatore Vestuto, delle Rsu, dei vertici aziendali, e della segreteria provinciale Fiom Cgil rappresentata da Sergio Scarpa. Eppure dall’incontro erano arrivati feedback positivi in merito alla conclusione della vertenza. L’intesa si mostrava concreta, ma poi l’ennesimo nulla di fatto: “E’ da tempo ormai che le notizie si susseguono in maniera contrastante – sottolineano le Rsu – Un giorno si apre uno spiraglio, il successivo si chiude. Intanto a pagare restano i lavoratori, la cui emergenza si fa sempre più drammatica”. Consistenti in questo senso le somme in attesa di essere percepite dai dipendenti, che il 23 giugno avrebbero dovuto ricevere le paghe di maggio 2008 e il 30 giugno la prima metà (50 per cento) degli arretrati. Cifre, queste ultime, che in alcuni casi risalgono alla fusione delle 4 società preesistenti alla costituzione della Sud Irpinia, con lavoratori in attesa anche da sette anni. Circa 40 invece le famiglie complessivamente in apprensione e alle prese con la triste necessità dei ‘salti mortali’ per sbarcare il lunario (come le collette dei giorni scorsi a favore dei dipendenti più disagiati hanno crudamente dimostrato). Quadro globale sempre preoccupante dunque. E all’orizzonte si vede solo il possibile intervento della Ocevi, che appare ancora come l’unica strada percorribile per il superamento della controversia.