Vertenza Faver – Istituzioni e sindacati contro i licenziamenti

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Avellino – Un autentico muro contro muro, quello che si è registrato questa mattina tra il fronte compatto delle Istituzioni irpine ed i rappresentanti dell’Acquedotto Pugliese, in merito alla vertenza “Faver” ed alle sorti di 10 lavoratori dell’Alta Irpinia. Riuniti presso l’Ato Calore Irpino, infatti, Il vicesipresidente provinciale, Vincenzo Sirignano, i sindaci dell’Alta Irpinia e gli esponenti del mondo sindacale hanno sottolineato senza mezzi termini la necessità di salvaguardare fino all’ultimo posto di lavoro. A rendere incerto il futuro dei dipendenti Faver, la decisione dell’Acquedotto Pugliese di non rinnovare all’impresa l’affidamento in appalto della gestione e della manutenzione dei bacini idrici , come avvenuto sino ad oggi e per 23 anni con gare pubbliche.

Manifestata esplicitamente dai tre delegati dell’ente pugliese, la volontà di assimilare soltanto cinque dei dieci lavoratori, per motivazioni legate all’ economicità, alla efficacia del servizio, ed all’intenzione di assorbire dipendenti pugliesi attualmente in esubero, ha generato, come prevedibile, dure reazioni da parte del compatto fronte istituzionale e sindacale irpino. La vertenza “Faver”, inoltre, rischia di diventare il “casus belli” della situazione ed inficiare definitivamente i rapporti, già piuttosto compromessi, tra l’Ato e la Provincia di Avellino da un lato, e l’Acquedotto Pugliese dall’Altro.

Tonino Festa, presidente dell’Ato calore Irpino lascia aperto uno spiraglio: “L’iniziativa di oggi ha saputo mettere insieme Ato, Provincia, sindaci ed esponenti sindacali – osserva – I rappresentanti dell’Acquedotto hanno preso atto delle nostre richieste e si sono riservati di decidere in un incontro prossimo. SIamo in attesa di conoscere la loro risposta. Nel frattempo siamo determinati nella richiesta di revocare il provvedimento e sostenere tutte le assunzioni”.
Quindi, una riflessione sui rapporti con l’ente pugliese: “E’ già in essere un conflitto tra Ato, Provincia di Avellino ed Acquedotto. Speriamo che non si vorrà aggiungere altro materiale alla contesa”.

Più duro l’affondo del vicepresidente della Provincia, Vincenzo Sirignano : “Sulla questione saremo intransigenti. Registro la presenza dell’ATO, dei sindacati e dei sindaci, mentre l’Acquedotto Pugliese invece di intervenire con i propri vertici, ha ritenuto inviare una delegazione di funzionari sprovvisti di ogni potere decisionale. Non tollereremo che venga licenziato nessun dipendente. Se non avremo una risposta entro pochi giorni, intraprenderemo una serie di lotte che investiranno tutti i rapporti futuri con l’Acquedotto Pugliese”.

Anche il sindaco di Lioni, Rodolfo Salzarulo alza il tiro: “Con la vicenda Faver continua la battaglia per la vertenza Irpinia – afferma – Non tolleriamo più di essere trattati come un colonia, dove da un alto con l’accetta si tagliano i posti di lavoro, e dall’altro si continua a sottrarre la risorsa più importante della nostra provincia, ovvero, l’acqua. Sulla vicenda non abbasseremo la guardia – conclude – la porteremo direttamente sulla scrivania del governatore pugliese Vendola”.

E per finire, il consigliere provinciale del Pd, Stefano Farina : “Siamo concordi con l’efficienza ed il rispetto dei parametri di economicità, ma questo non può e non deve avvenire a discapito delle maestranze irpinie, e più in generale penalizzando sempre – ingiustamente e in maniera indecente – la nostra terra e con essa le nostre comunità. Insieme al sindaco Salzarulo, agli altri sindaci, alla Provincia ed all’Ato, proseguiremo la battaglia senza indietreggiare di un passo”.

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