Verso il federalismo Fiscale: alle Province una tassa sul carburante

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“Possiamo quindi sostenere che il nostro giudizio è positivo, anche se il testo è ancora in divenire”. E’ il primo commento rilasciato dal Presidente dell’Unione Province Italiane(Upi) Fabio Melilli, al termine dell’incontro avuto al Ministero della semplificazione con il Ministro Calderoli. Le province italiane avranno una tassa propria che riguarderà la circolazione, senza escludere una accisa sui carburanti. E’ questa una delle novità contenute nel testo aggiornato del disegno di legge sul federalismo fiscale che il ministro per la semplificazione legislativa, Roberto Calderoli ha presentato questa mattina ai rappresentanti dell’Upi, Tra le novità anche la possibilità per le province di una tassa di scopo per gli investimenti; il testo prevede questo tipo di tributo anche per i Comuni , e in particolare una tassa di scopo sul turismo. Secondo il Vice Presidente dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, è stato “Un incontro positivo all’inizio di un mese, quello di settembre, che riteniamo decisivo per concludere il provvedimento sul federalismo fiscale. L’avvio del federalismo fiscale potrà infatti superare gli attuali vincoli connessi al patto di stabilità secondo parametri scelti dallo Stato, che non tengono conto delle differenze che caratterizzano il sistema degli enti locali e non riconoscono i meriti degli enti bene amministrati, né puniscono gli enti inefficienti o spreconi. Infine ho contestato al Ministro Calderoli che il provvedimento contenga sanzioni per quelle Regioni, Province e Comuni che non rispettano il Patto di stabilità, mentre non si prevede alcuna sanzione per lo Stato. E tuttavia è proprio nello Stato che sono cresciute le principali sacche di inefficienza e spreco. Una osservazione che non è dispiaciuta al Ministro, che forse ha cominciato a pensare anche a questa novità nell’approntare la versione definitiva del provvedimento”. I comuni avranno una tassa propria sugli immobili che andrà a sostituire tutte quelle in vigore e che attualmente nella maggior parte dei casi vanno allo Stato e la possibilità di istituire tasse di scopo anche in occasione di eventi turistici particolari. Sono inoltre previste “forme premiali per favorire l’associazionismo comunale e fusioni tra Comuni”. Le Regioni, nell’ambito dei propri poteri legislativi in materia tributaria, possono istituire nuovi tributi comunali e provinciali e delle città metropolitane nel proprio territorio, specificando gli ambiti di autonomia riconosciuti agli enti locali; mentre gli Enti locali, hanno il potere di modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti da tali leggi, nonché di introdurre agevolazioni. Dispongono infine di “piena autonomia” nel fissare le tariffe per prestazioni o servizi offerti “anche su richiesta di singoli cittadini”.

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