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Assessore Zecchino, l’on. Michele Ragosta della Federazione regionale dei Verdi, ha di recente palesato la sua solidarietà alla segreteria Provinciale di Avellino, ed al presidente Gianluca Festa “per la difficile decisione che sono stati costretti ad assumere”. E’ stato inoltre considerato il passaggio in opposizione come “un gesto politico forte, ma doveroso e necessario”. Cosa ne pensa?
“Ritengo che, molto probabilmente, l’onorevole Ragosta abbia ascoltato solo una delle due campane in questione. Prendo atto, tuttavia, di questo e mi riservo di sottoporre alla Sua attenzione altre versioni di quanto accaduto, provate anche da documentazioni. Tutti i passaggi del sottoscritto sono infatti sempre stati comunicati ai vertici sia regionali, sia nazionali. Quando ci fu la composizione della nuova Giunta, firmata l’accettazione delle nuove deleghe, ho preparato ed inoltrato una breve cronistoria dove spiegavo di avere accettato in attesa di un intervento chiarificatore da parte dei piani regionali e nazionali”.
Quale potrebbe essere la finalità di questo intervento a cui si riferisce?
“Lo scopo è quello di trovare un punto d’accordo su quelle linee che possono democraticamente gettare le basi per una guida del partito”.
Come si può giungere a questo, cosa significa “gettare le basi per una guida del partito”?
“Si dovrà fare chiarezza sui principi di funzionamento dello stesso che devono essere chiari e validi per tutti. Senza più andare avanti con colpi di maggioranza e di voti. Chi, insomma, intende aderire ai Verdi deve conoscere e rispettare le ‘regole’ che sono state democraticamente stabilite a priori”.
E questo, a suo avviso, mancherebbe oggi nella realtà irpina del Sole che Ride?
“Ora, non è così. Non ci sono linee di condotta trasparenti nel partito. Il mio appello per il momento non è stato ancora accolto. E non lo dico in nome di un interesse personale, ma in vista di una maggiore tutela della vita del partito”.
Qual è allo stato delle cose il suo rapporto con la segreteria provinciale dei Verdi?
“Personalmente, sono sempre rimasto aperto al dialogo. Mentre dall’altra parte c’è solo silenzio”.