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Vendita dei farmaci nei supermercati: l’Irpinia ancora fuori

Da ieri è possibile effettuare la vendita dei farmaci anche nei supermercati. Una decisione che l’Italia ha forse maturato con grande ritardo rispetto ad altri Paesi ma che diventerà, dunque, prassi abituale con l’entrata in vigore della Legge Bersani-Visco. Scioperi, proteste e manifestazioni diventano acqua passata e ieri sono stati inaugurati i primi tre ‘corner’ per la vendita di farmaci di automedicazione, collocati a Carpi, Ferrara e Bari. L’Irpinia, dunque, ancora non si è adeguata alla nuova regolamentazione ma dovrà necessariamente farlo. Non tutti i prodotti, tuttavia, possono essere trovati al supermercato e soprattutto per quelli reperibili è necessaria la vendita assistita (un farmacista abilitato fornisce alla clientela le necessarie indicazioni e consegna il medicinale richiesto). Farmaci analgesici, gastrointestinali, antinfluenzali, dermatologici, nonché tutti i prodotti alienabili senza la prescrizione medica hanno avuto il via libera e soprattutto con prezzi ridotti rispetto a quelli delle farmacie di circa il 30 per cento. Una legge che ha i suoi frutti anche dal punto di vista economico: è stato infatti calcolato che ogni corner di medicine produrrà un fatturato di 250.000-300.000 euro l’anno, cifra tutta da verificare a seconda delle dimensioni e della posizione del supermercato, ma che dà già l’idea del giro di affari che la legge appena approvata porterà alle cooperative. Il provvedimento è in realtà potenzialmente ancora più fruttuoso per le cooperative che contano su 1300 punti vendita, anche se per ora solo 150 sono idonei a ospitare l’angolo della salute. Fatto sta che, con numeri alla mano, è probabile che anche l’Irpinia sappia presto scoprirne i vantaggi.

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