Avellino – Ancora in disparte ma sempre molto attivo. E presente, ovunque. Alla Camera dei Deputati, dove risulta tra i più attivi alle votazioni, e in campagna elettorale, in giro per le 110 province d’Italia, “… mai per una corrente ma solo per il Pd”. Walter Veltroni, ex primo cittadino della Capitale ed ex segretario del Pd, ha fatto tappa ad Avellino per la chiusura della campagna elettorale dei democratici irpini, impegnarti nel rush finale delle regionali. Alla kermesse, che ha visto anche gli interventi del senatore Enzo De Luca, del coordinatore regionale Enzo Amendola e del segretario di via Tagliamento Caterina Lengua, hanno partecipato i 5 aspiranti consiglieri Franco Vittoria, Vanda Grassi, Donato Pennetta, Giandonato Giordano e Rosa D’Amelio.
Nutrita la platea di dirigenti e iscritti al partito giunti al De La Ville di Avellino: in sala erano presenti le senatrici del Pd Teresa Armato e Fortuna Incostante, l’ex Ministro del Governo Prodi Gino Nicolais, il sindaco di Avellino Pino Galasso, e poi ancora Alberta De Simone, Lucio Fierro, Gerardo Adiglietti, Toni Ricciardi, Antonio Gengaro, Tonino Festa, Franco De Feo, Franco Russo, Nando Romano, Chiara Maffei, Emiliana Mannese, Carmine De Blasio, Lello De Stefano, Michele Langastro.
Opporsi ai poteri criminali, contrastare la minaccia del voto di scambio: su questi punti si è incentrato il discorso di Veltroni. “Le mafie, siano esse camorra, mafia siciliana o ‘ndrangheta, sono presenti dappertutto, anche al Nord e all’estero, sono nelle imprese, nelle aziende, sono nelle Istituzioni ed il problema è presente anche in alcune delle nostre liste di centrosinistra – ha spiegato – La criminalità organizzata ancora una volta fa’ campagna elettorale e intenderà far pesare i propri voti dopo le elezioni passando all’incasso. Spero che l’Autorità Giudiziaria intervenga, se possibile, con un controllo ulteriormente più accurato sul voto di scambio. Ma ad intervenire per prima deve essere la politica facendo politica all’interno dei partiti e nella costruzione delle liste. Io stasera sarò a Minturno alle 18 ed a Fondi alle 20,30 perché volevo chiudere la campagna elettorale in due Comuni nei quali la criminalità organizzata è riuscita a penetrare nei gangli vitali dell’amministrazione comunale. Durante il mio giro per le 110 province del nostro Paese nella scorsa campagna elettorale l’ho ripetuto sempre: il Pd non vuole i voti della mafia, della camorra e della ndrangheta perché noi vogliamo distruggere queste organizzazioni criminali”.
DE MITA – Chi si aspettava, visto l’aspro scontro in Campania, un riferimento al leader di Nusco non è rimasto deluso: “Avellino era uno dei laboratori del Pd che intendevo creare e portare in giro per l’Italia – ammette Veltroni – Quando facemmo due anni fa le liste, optammo per l’innovazione. Si creò, dunque, questa spaccatura con Ciriaco De Mita che io non volevo per la stima e l’affetto che mi lega a lui. Indubbiamente rimasi sorpreso della sua reazione alla nostra richiesta di rinnovamento. Da lì poi De Mita ha scelto la strada del sostegno al centrodestra in Campania, contraddizione resa ancora più aspra da quanto ultimamente riferito da Berlusconi sul ruolo dell’UdC”. E ricorda: “Noi del Pd siamo i migliori ad essere i pessimisti: quando ci fu questa rottura con il leader di Nusco, tutti pensarono subito al disastro che ci sarebbe stato ad Avellino ma io rimasi convinto fino all’ultimo che potevamo farcela e così fu”.
BERLUSCONI – Per Veltroni il PdL e la coalizione di centro destra sembrano “… un saloon perennemente in rissa”. “Cosa ha fatto Berlusconi in 9 anni al comando del Paese oltre a prendersela con i pm e con Santoro? – si chiede Veltroni – La verità è che ci troviamo a fare i conti con un Italia angosciata, che non ha ansia del futuro. L’Irpinia, territorio che è stato messo in ginocchio per ben due volte negli ultimi 50 anni con la guerra e con il terremoto, ha saputo rialzarsi contando solo sulla voglia di futuro che oggi purtroppo non c’è. Ogni generazione era portata a fare meglio della precedente, il figlio del bracciante diventava operaio, il figlio dell’operaio impiegato e così via: oggi i nostri ragazzi non hanno futuro. E Berlusconi reagisce a questo male invitando le ragazze a sposare il proprio figlio. Cosa è stato fatto per le infrastrutture? La risposta non è sicuramente da ricercarsi nella costruzione del ponte sullo stretto che non vedrà mai la luce. Nella scuola l’effetto del Governo è stato micidiale. Ma è sull’etica e sulla cultura alla legalità che il premier e il Governo hanno totalmente sbagliato rotta, invitando gli italiani a fregarsene delle regole e a diventare subdoli e furbi”.
L’ITALIA E OBAMA – “L’Italia ha bisogno di lavoro, di una struttura amministrativa più rapida e concreta, di nuove politiche ambientali, di una legge elettorale più semplice, di ridurre il numero dei parlamentari, di una politica che sia snella e di decisioni veloci e trasparenti. In un anno e mezzo il riformismo di Obama in America ha permesso di vincere la battaglia per la Sanità, problema che potrebbe essere paragonato alla lotta alle mafie in Italia; ebbene, nello stesso lasso di tempo, il nostro Paese si è fermato a parlare del lodo Alfano e del legittimo impedimento”.
PD – L’ex sindaco di Roma ne ha per tutti e non risparmia una stoccata al Pd, martoriato dalle correnti. E’ tra le note di rilievo a conclusione del suo discorso: la necessità di una coesione duratura all’interno di una compagine politica che fatica, oggi più che mai, a recuperare una sua identità. “Voglio un Pd che ambisca non a mettere insieme tutti quelli che sono contro Berlusconi – dice – ma un Pd che lavori per radicali riforme, basate su un programma, che non si affidi alle correnti ma che sia fondato sul pluralismo”.
DE LUCA – Infine, non poteva mancare un riferimento al ‘sindaco’ per eccezione di questa tornata elettorale campana: “Vincenzo De Luca è persona caparbia e determinata, uomo forte perché è il mestiere di sindaco che ti porta ad essere uomo di poche chiacchiere e di molti fatti. In Campania la gara è aperta più che mai ma pretendo massima vigilanza prima, durante e dopo il voto. I voti non si comprano in giro con i pacchi di pasta – conclude – ma si conquistano con la forza delle idee: se vi riusciremo e ne sono certo, sarà la conferma che la strada di innovazione scelta dal Pd è quella giusta”. (di Antonio Pirolo)
