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VD/Ricciardi, Todisco, De Pietro uniti contro la corazzata De Blasio

Doveva essere un sano momento di confronto tra opinioni e personalità differenti e invece si è trasformato in una guerra di tessere. Questo è quanto si cela palesemente dietro il congresso provinciale del Partito Democratico. A denunciarlo i candidati Walter De Pietro, Francesco Todisco e Toni Ricciardi, insieme all’escluso dell’ultima ora, Antonio Felice Caputo.
“Ci siamo dapprima opposti allo slittamento della data del congresso, dopodiché accade che noi corriamo il rischio di avere un tesseramento che supera di gran lunga quello di Salerno. Noi vogliamo giocare la partita, ma lo vogliamo fare ad armi pari, se ci cambiano il guardalinee e ci mettono l’arbitro Moreno a fischiare la vedo difficile”. Così apre il suo intervento Toni Ricciardi, che annuncia di non volersi ritirare in alcun modo dalla competizione del 27 ottobre, ma qualora non fossero garantite le regole, ricorrerà a tutti i ricorsi possibili. Quegli stessi ricorsi che sono al vaglio della commissione provinciale da giorni e sui quali ancora non è stato deliberato. Per questo, i tre aspiranti segretari si sono appellati direttamente a Napoli e a Roma, auspicando per una risoluzione in tempi celeri, sul modello di quanto accaduto a Caserta. Nel capoluogo campano, infatti, la data del congresso è slittata alla prima domenica utile del mese di novembre, inoltre, è stato inviato un commissario per garantire un tesseramento regolare.
In Irpinia, il tesseramento pare stia lievitando di giorno in giorno. Il 23 ottobre erano 5506 iscritti, adesso, indiscrezioni parlano di un pacchetto di tessere che ammonterebbe a 9 mila. Per tali motivi, Walter De Pietro ha inviato alla commissione nazionale un esposto, in cui chiede di intervenire indicando un garante che ripristini un corretto svolgimento delle operazione congressuali. “La gioiosa armata se le inventa tutte – dice l’ex sindaco di Bonito – infatti, la commissione provinciale con voto non unanime, andando contro ogni norma e principio nazionale che vuole favorire la più larga e ampia partecipazione, ha indicato una limitazione di orario per coloro i quali si vorranno tesserare in città il giorno del congresso”.
I tre candidati concordano sull’idea che la ormai chiamata “armata da guerra” che sostiene De Blasio, stia tentando di raggiungere una vittoria schiacciante usando, a loro dire, metodi poco legittimi. “Ad esempio a Solofra a molti è stato impedito di tesserarsi perché appartenenti ad altri schieramenti politici, mentre ad Atripalda Aldo Laurenzano, candidato alle scorse amministrative con il Pdl ha potuto tesserarsi. Renzi vuole questo – chiede Todisco”.
Per ripristinare un clima di correttezza Ricciardi si appella direttamente al presidente uscente. “Da un lato schizza il tesseramento e dall’ altro si impedisce a qualcuno di tesserarsi, non vogliamo né minare la credibilità, né l’ immagine del Pd, ma il mio appello lo rivolgo a de Blasio perché è suo interesse non macchiare qualsiasi esito”.
Poi c’è la questione anagrafe trasmessa dall’ufficio adesione alla commissione congressuale e dove si registrano delle anomalie lampanti. “Ad Avellino si vedono circoli cosmopoliti con iscritti appartenenti ad altri comuni , nei quali – aggiunge Todisco – vengono tesserati persino i napoletani. Forse il congresso lo vogliono vincere anche lì”.
Ad intervenire alla conferenza stampa, anche Caputo che ha annunciato che procederà per vie legali, giudicando illegittima la decisione della commissione di escluderlo dalla competizione.
I ricorsi ora, devono essere valutati dagli organi competenti, ovvero la commissione provinciale, regionale e nazionale. In questo quadro, così macchiato, sembra inverosimile possa celebrarsi un congresso entro meno di 48 ore.
di Rosa Iandiorio

Guarda l’intervista a Ricciardi e Todisco

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