Mori 45 anni fa l’agente di polizia Antonio Annarumma, mentre espletava il suo compito per lo Stato negli anni difficili della tensione sociale.
Quel giorno a Milano i sindacati avevano organizzato un’assemblea al Teatro Lirico. In via Larga sfilava il corteo dell’Unione dei marxisti leninisti. L’Università Statale era presidiata dal Movimento studentesco. E la polizia era schierata in forze in tutta la zona. Bastava poco perché scoccasse una scintilla. E accadde: una camionetta della polizia in manovra sfiora un gruppo di manifestanti, che reagiscono violentemente e danno il via a una catena di eventi che avranno un tragico epilogo. E in quel triste 19 novembre del 1969 mori l’agente di Monteforte Antonio Annarumma. A distanza di tempo, come ogni anno, la Questura di Avellino, la Provincia e il Comune di Monteforte hanno deposto una corona d’alloro alla lapide nel cimitero di Monteforte. Alla manifestazione del ricordo c’erano gli alunni dell’Istituto Comprensivo, il Questore Maurizio Ficarra, il consigliere provinciale Antonio Aurigemma, il sindaco di Monteforte Antonio De Stefano, l’assessore alla cultura Rosa De Sapio, e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine sia in servizio che in pensione. Con un telegramma, il capo della polizia Alessandro Pansa ha fatto giungere un messaggio di cordoglio ai familiari che erano presenti al cimitero di Monteforte. Durante la cerimonia è stato ricordato quel terribile giorno, quando a Milano perse la vita un uomo al servizio dello Stato. Su quella vicenda cadde un silenzio assordante, non si è mai risaliti a coloro che lanciarono il tubolare d’acciaio. Erano altri tempi, dove i mezzi a disposizione degli investigatori erano diversi da quelli attuali.
