Vd/Lengua non ci sta: “Cosa si è consumato nelle stanze di De Luca?”

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Il barometro del Partito Democratico per questo congresso segna burrasca. Caterina Lengua ha sciolto le riserve e si è aperta ad una lunga confessione per raccontare la sua verità e tutti i retroscena che si sono consumati venerdì 10 ottobre, giorno in cui andavano depositate le candidature.
“Venerdì mattina sono partita da Cervinara verso Avellino sapendo di essere il candidato dell’area Franceschini e dell’area Letta, ma nel corso del tragitto ho ricevuto la telefonata del senatore De Luca in cui mi chiedeva di non passare a salutarlo perché, di lì a poco, sarebbero passati Famiglietti e D’Amelio. Non so cosa si siano detti, ma alle 13.00 il senatore mi ha notificato la decisione di convergere sul nome di De Blasio”.
Caterina Lengua in questi anni è stata accusata più volte di essere la colomba di De Luca, colei che gli aveva giurato fedeltà dal 2009, quando militante inesperta e sconosciuta, fu scelta dal senatore per guidare il partito in un momento di difficoltà. Da quel giorno si è caricata sulle spalle oneri e onori di decisioni discutibili, arrivando finanche a rinunciare alla corsa per le parlamentarie che le avrebbero garantito un posto sicuro in Parlamento: “Non ho mai ricoperto il mio ruolo con l’ossessione della candidatura, per me prima viene prima il partito e poi le pur legittime ambizioni di ognuno di noi. L’ho dimostrato rinunciando ad una sicura elezione alle parlamentarie, ma io non ho rimpianti, se feci un passo indietro lo feci per il bene del partito, perché allora mi si chiedeva di rafforzare la posizione del senatore. In quel momento ho avuto come stella polare la lealtà, se la lealtà è una colpa allora sono colpevole”.
La maledizione dei segretari provinciali, dunque, si abbatte anche su Caterina Lengua. Lo stesso accadde a Franco Vittoria nel 2009, silurato ed isolato senza spiegazioni legittime. “Non conosco le motivazioni che hanno spinto il senatore, D’Amelio e Famiglietti a candidare De Blasio – aggiunge la Lengua – non so cosa si sia consumato in quella stanza, spero si tratti di motivazioni politiche, ma non mi si parli di cambiamento perché io e De Blasio il partito lo abbiamo gestito insieme condividendo decisioni e linee politiche”.
Sulle posizioni di Famiglietti e D’Amelio chiosa: “Mi hanno meravigliato molto i renziani perché erano settimane che dichiaravano, in nome di una discontinuità, mai con De Luca, mai il nome della Lengua, mai De Blasio, poi quella stessa discontinuità è stata tradita al momento della scelta e il senatore si è adeguato ai presunti rinnovatori, ma che utilizzano pratiche e logiche padronali come il veto sulle persone”.
Alla conferenza stampa di Caterina Lengua erano presenti tutti i candidati, mancava De Pietro, ma a rappresentarlo c’erano Petitto e Festa, non è passata inosservata neanche la presenza di Francesco Todisco e di Lucio Fierro che con la segretaria hanno avuto numerose diatribe. Ha fatto solo capolino Carmine De Blasio, mentre in prima fila c’era Franco Vittoria sostenitore di Toni Ricciardi e tra i possibili alleati della Lengua in questa partita. Perché adesso che Caterina ha incassato il tradimento del suo mentore, dovrà scegliere da che parte stare e in un congresso le tessere fanno gola a tutti. Ma sulla sua posizione non si sbilancia “Aprirò una riflessione con i miei amici – dice – ciò che è certo è che questa vicenda non fermerà il mio impegno politico, perché la battaglia del cambiamento non è quella che si è consumata venerdì mattina, ma quella che metteremo in moto noi nei territori, con la stessa libertà con cui sono venuta qui nel 2009”.(di Rosa Iandiorio)

Guarda la conferenza stampa di Caterina Lengua

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