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In questo contesto di grande difficoltà fitosanitarie, vi è un progetto di ricerca avviato a maggio 2012, che coinvolge i massimi esperti europei del settore. Il progetto approvato dalla Regione Campania attraverso la Misura 124 del PSR 2006-2013 ha come titolo: “Ottimizzazione della produzione (massale) di Torymus sinensis per il controllo del cinipide galligeno del castagno (OPTYMUS)”. La guida scientifica del progetto è affidata al Prof. Emilio Guerrieri dell’IPP-CNR (Istituto per la Protezione delle Piante –Consiglio Nazionale Delle Ricerche) fra i partner vi è il DISAFA Università di Torino con il Prof. Alma Alberto, la Oasis srl centro ricerche di Avellino, la Cooperativa Agricola Castagne di Montella, la Coopertiva agricola Acerno Frutta , la INGINO SPA azienda di trasformazione.
I primi risultati del progetto saranno presentati Venerdì 21 febbraio 2014 a Montella (AV) in un importante convegno scientifico a cui prenderanno parte i massimi esperti nazionali sulle problematiche fitopatologi che del castagno.
Il cinipide è comparso per la prima volta in Italia nel 2002, in Piemonte; da allora la presenza è segnalata in tutte le regioni castanicole Italiane. Tale insetto si è diffuso per l’utilizzo di materiale di propagazione infetto proveniente presumibilmente da vivai che non erano stati sufficientemente controllati( in Piemonte è arrivato attraverso materiale infetto o dal Giappone o dalla Cina). Il cinipide crea danni alla pianta non al frutto. Il danno economico è soprattutto indiretto ,la pianta indebolità produce negli anni meno frutti.
Il cinipide non è più eradicabile dai nostri castagneti. Dobbiamo imparare a convivere con questo insetto e mantenerlo sotto la soglia del danno economico e ambientale. La lotta alla diffusione del cinipide passa inevitabilmente attraverso la lotta biologica con la diffusione dell’insetto antagonista per antonomasia rappresentato dal Torymus sinensis Kamijo. La sperimentazione di protocolli per l’allevamento e la diffusione di tale insetto può rappresentare la chiave di svolta più sostenibile alla lotta al Cinipide galligeno del castagno.
La lotta biologica ha bisogno di tempo. Occorrono almeno 6/7 anni dal lancio degli antagonisti naturali per iniziare a riscontrare una riduzione dell’infestazione del cinipide. Il progetto sta dando una accelerazione al controllo del cinipide, per ridurre i danni economici ed ambientali che questo insetto provoca.
Il castagno è una pianta robusta e forte, ha superato il cancro corticale, malattia mortale, riuscirà a superare anche l’attacco del cinipide galligeno.
Guarda l’intervista a Davide Della Porta, presidente dell’associazione regionale dei castanicoltori