VD/Caso acqua, da Ato la road-map per individuare fonti inquinamento

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Avellino – Emergenza acqua nei Comuni irpini della Valle dell’Irno, all’Ato1 Calore Irpino nuovo vertice stamane tra i rappresentanti dell’Ente d’Ambito, Comuni di Solofra e Montoro, Acs e Irno Service (Enti gestori del SII a Montoro e Solofra), Arpac ed Ente Provincia di Avellino.
Al termine del summit, è stata ratificata una road map con la quale l’Ato1 porterà al tavolo un piano di intervento per il monitoraggio delle aree ‘attenzionate’ per cercare di individuare le fonti dell’inquinamento e bonificare l’area contaminata.
“Le parti convenute hanno individuato l’area da attenzionare al fine di verificare le varie fonti di inquinamento e predisporre un piano per la messa in sicurezza dei pozzi inquinati”, ha spiegato a margine del vertice il sindaco di Solofra Michele Vignola che sul report dell’Ente Parco Picentini ha poi aggiunto: “Non conoscevo assolutamente quello studio ma ho appreso i contenuti del report solo pochi giorni fa. Ma si parla esclusivamente di criticità circa il pozzo di Chiusa e non dei pozzi insistenti a Solofra. Al di là di questo, ci atteniamo ai dati ufficiali anche di Asl e Arpac che da sempre effettuano verifiche sul sistema acquedottistico a Solofra e Montoro; da maggio del 2012, ovvero da quando sono entrato in possesso della mia funzione di sindaco, non è mai stata riscontrata alcuna anomalia”. C’è da sottolineare, però, che all’epoca della presentazione dello studio realizzato dal Parco dei Monti Picentini in collaborazione con l’autorità di Bacino del Sarno (aprile 2009), Vignola era ancora vicesindaco e assessore alla cultura della Giunta Guarino.

Intanto ieri i rappresentanti del Codeso, il consorzio di primo grado che riunisce i conciatori che compongono il 49% del Codiso Spa, si sono riuniti per valutare la problematica dal punto di vista industriale. Sul punto Vignola ha spiegato: “Le nostre aziende devono essere salvaguardate. Al tavolo abbiamo parlato anche di poter distinguere i provvedimenti che verranno a prendersi per l’acqua ad uso potabile e per l’acqua ad uso industriale. In questo senso sottolineo che le nostre sorgenti e i nostri pozzi sono sufficienti e autonomi per l’uso potabile della risorsa idrica e che oggi non c’è alcuna necessità di prevedere una interconnessione tra i sistemi acquedottistici dell’Alto Calore e del solofrano”.

(di seguito l’intervista a Michele Vignola)

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