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VD/Carullo si ricandida e ai suoi traditori dice:”Popolo giudicherà”

In un sala gremita, tra il calore e gli applausi della gente, Massimiliano Carullo, a dieci giorni dalla sua caduta racconta la sua verità. E lo fa parlando a quello che ama definire il suo popolo, ovvero chi lo ha sostenuto in questi giorni e chi lo ha accompagnato lungo un percorso iniziato nel marzo del 2010 e finito nella notte del 9 febbraio a causa di parte della sua stessa maggioranza. “Dico grazie alla mia squadra -esordisce – che mi è stata leale e fedele, grazie al mio popolo che mi ha eletto con un consenso plebiscitario, grazie alla stampa che è qui a testimoniare le mie parole”.
Fabio Evangelista, Gaetano Corrado, Francesco Crisci, Remigio Censullo e Tommaso Saccardo, questi i nomi dei cinque che insieme all’opposizione hanno messo un punto all’amministrazione Carullo, anche se quest’ultimo tiene a precisare che si sente ancora il sindaco di Mercogliano perché solo chi lo ha eletto potrà decidere quando terminerà il suo mandato. Dunque Carullo è pronto a riscendere in campo per le prossime comunali che si terranno il 25 maggio. “Chi tradisce una volta tradirà sempre. Questi cinque hanno tradito prima di tutto il popolo di Mercogliano e poi il sindaco Carullo. Il 25 maggio questi 5 dovranno fare una scelta, ma non la giudicherò io la giudicherete voi. Io mi ripresenterò con una squadra determinata, onesta e leale. Per me si tratta di un dovere prima di tutto etico perché devo rispettare il mandato che mi è stato consegnato dai cittadini”.
I cinque dissidenti hanno giustificato le proprie scelte accusando l’ex sindaco di poca democrazia, ma a questa critica Carullo risponde: “Poca democrazia? Non direi, dal momento che ho sempre dato pieni poteri a tutti i miei consiglieri, ciascuno per la propria delega”.
Ma soprattutto l’ex primo cittadino incalza su una considerazione: il 13 gennaio la sua maggioranza, vota all’unanimità le sue linee programmatiche, uno degli atti amministrativi tra i più importanti dopo il bilancio. “Cosa è cambiato in questi 20 giorni – chiede Carullo – Perché 5 persone dopo avermi dato la fiducia in Consiglio comunale poi decidono di togliermela di domenica perpetrando un atto nella notte da un notaio? Hanno tradito per andarsi a candidare con chi?”.

A seguire la lettera di Massimiliano Carullo alla cittadinanza

Cari Concittadini, cari Amici,
in questi giorni sono stato letteralmente sommerso da solidarietà concrete. Ho ricevuto parole di incoraggiamento, di sostegno e di stima, parole di affetto e di vicinanza. Grazie a Tutti.
Grazie ai miei cittadini, e grazie alle tante persone che, pur non essendo di Mercogliano, hanno voluto dimostrare la loro vicinanza e solidarietà. Grazie ai miei colleghi sindaci per i numerosi messaggi di affetto e stima. Ho sentito, in questo momento, ancora più vicinanza di quanta non ne avessi sentita nel giorno in cui, Voi, mi avete eletto sindaco della nostra città.
Perché questo mio silenzio?
Per rispetto della mia gente, del mio popolo, della mia città e per non creare ulteriore smarrimento e disorientamento nei Vostri cuori e nelle Vostre menti.
Un sindaco deve unire, non dividere!
Si, perché sento di essere ancora il vostro sindaco, fino a quando Voi non deciderete, diversamente, con il voto democratico e libero.
Grazie della fiducia che mi avete concesso in modo plebiscitario; quella fiducia che mi ha dato l’energia per lavorare ogni giorno con il massimo impegno, sentendo quotidianamente il peso di questa grande responsabilità, oltre che di questo grande onore.
Essere il Sindaco di Mercogliano ha significato per me essere il sindaco di tutti i cittadini, i miei cittadini. Ho interpretato questo impegno con spirito di servizio e passione civile, affinchè nella mia città nessuno rimanesse solo.
Il Vostro affetto mi ha portato, giorno dopo giorno, a spendere tutte le mie energie per il bene comune, nell’interesse dei più deboli e bisognosi. Ho cercato di esprimere la mia azione di sindaco, mettendo al primo posto la passione civile e la mia onestà, impegnandomi per non far perdere ad alcuno la dignità di uomo e cittadino.
In questo straordinario percorso sono stato accompagnato, innanzitutto, da Voi Cittadini, con i Vostri preziosi suggerimenti e saggi consigli. Ho avuto al mio fianco il mondo della scuola, risorsa eccezionale della nostra comunità.
Ringrazio i parroci, le suore, i padri benedettini che hanno contribuito, in modo determinante, alla crescita spirituale e sociale della nostra città. Rivolgo, altresì, un grazie sentito ai volontari ed ai rappresentanti delle numerose associazioni locali che costituiscono linfa vitale del nostro territorio e sono un patrimonio dell’intera provincia.
Ho potuto, altresì, ammirare la straordinaria abnegazione delle Forze dell’ordine, sempre vicine ai miei concittadini. In questi anni difficili sul piano sociale ed economico abbiamo avvertito la necessità di lavorare, anzitutto, in favore delle fasce più deboli e bisognose della popolazione, facendo nascere punti di ascolto e sostegno in tutta la città.
La casa municipale è diventata, davvero, la casa dei cittadini; di tutti i cittadini. Ognuno ha trovato nel Comune un riferimento certo.
Il Municipio di Mercogliano è diventato la vera casa del popolo e di tutti i Mercoglianesi. Questo impegno civile è stato solo sospeso! Cari Concittadini, nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 febbraio sono stato colpito e tradito alle spalle, hanno colpito e tradito alle spalle le Istituzioni, hanno colpito e tradito alle spalle i Mercoglianesi.
Ricordo ancora quali sono state le mie parole alle 8.31 dello scorso lunedì 10 febbraio, “I miei Cittadini sono stati traditi! Non meritavano tutto questo”
Chi non ha rispettato la volontà del Popolo ne dovrà rispondere al Popolo. Quel popolo che sento vicino e che mi sta incoraggiando con forza a tornare in campo il prossimo 25 maggio. La Vostra fiducia rappresenta la spinta forte per guidare la nostra Città verso uno sviluppo armonioso e solidale. Ci presenteremo alla Città con una squadra determinata, autorevole, onesta e soprattutto leale, pronta a lavorare per il bene comune.

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