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I due sono stati condannati a un anno di carcere (pena condonata) e al pagamento 2,6 milioni di euro ciascuno per violazioni amministrative in relazione all’annotazione nei registri doganali di entrata e uscita del quantitativo di idrocarburi detenuto, per la sottrazione al pagamento dei diritti di confine di oltre 82mila metri cubi di indrocarburi e per il mancato pagamento dell’accisa sugli olii minerali.
Il deposito, situato nei pressi della base di Chiapparo, fu sequestrato dalla Guardia di Finanza nel giugno del 2004. Nelle vasche erano stati depositati liquidi considerati pericolosi, per i quali non sarebbe stata pagata l’accisa, ovvero il dazio doganale. Il gup ha rinviato a giudizio per gli stessi reati quattro ufficiali della Marina Militare e un altro imprenditore. La prima udienza è fissata per il 5 marzo prossimo.