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Valle Caudina – “Diritti Civili”: l’impegno elettorale di Perone

“La prossima legislatura dovrà essere decisiva per i diritti civili”. Lo afferma Franco Perone dei Verdi-Sinistra Arcobaleno. “Il mio programma – spiega – su questo argomento è suddiviso in diversi punti. Il primo è la legge 194 in quanto non basta dire ritualmente che la legge non è in discussione ma deve essere assolutamente garantita la sua applicazione su tutto il territorio nazionale da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Bisogna estendere in tutto il paese la rete dei consultori come luoghi rispettosi dell’autonomia delle donne e della loro riservatezza, in grado di offrire interventi più efficaci anche per le donne immigrate; bisogna inoltre introdurre in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne”. Secondo aspetto evidenziato da Perone: il testamento biologico. “Solo la persona interessata – dichiara – ha il diritto di decidere la sorte del proprio corpo, della propria vita, delle terapie che può accettare o rifiutare, al fine di alleviare il dolore e di protrarre con dignità il corso della vita. Io sostengo una legge che renda effettivo l’esercizio del diritto individuale di decidere se sottoporsi o non sottoporsi ad un trattamento sanitario, secondo i seguenti principi ispiratori. Il carattere vincolante delle direttive di volontà e la presa in carico della persona nella interezza della sua soggettività e della sua rete di relazioni, comprese quelle di cura”. Le unioni civili sono ulteriore argomento passato in rassegna. Questa la posizione del candidato alla Camera per i verdi: “Un Paese laico non può esimersi dal riconoscere l’evoluzione delle culture e del costume, in particolare le differenti forme di convivenza. Propongo, quindi, il riconoscimento pubblico delle unioni civili con tutte le conseguenze di estensione dei diritti e tutele, come avviene nei principali Paesi europei”. E poi ancora, l’uguaglianza sostanziale delle ‘diversità sessuali’. “Ritengo che vada introdotta nell’ordinamento giuridico una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”. Perone commenta anche la necessità della redazione di una nuova legge sulla fecondazione assistita. “Il sistema giudiziario ha già bocciato le linee guida della legge 40 e ha riconosciuto alle coppie il diritto alla diagnosi preimpianto. Bisogna eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne, dei diritti costituzionali alla tutela della salute e della libertà di ricerca scientifica”. Violenza alle donne: “E’ la prima causa di morte per loro. C’è l’urgenza di un intervento legislativo organico che contenga la formazione all’eguaglianza dei generi fin dalla scuola primaria, l’informazione, la costruzione di una rete di servizi sociali e di accoglienza e sostegno per le vittime, la valorizzazione dei centri antiviolenza, la relazione con l’insieme dei movimenti e l’associazionismo delle donne”. Infine il divorzio. “Bisogna di ridurre ad un anno il periodo di separazione trascorso il quale chiedere il divorzio, così come avviene ormai da tempo in numerosi paesi Europei. In caso di assenza di figli – conclude Perone – i coniugi devono poter chiedere immediatamente il divorzio, senza la necessità di un periodo di separazione”.

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