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Valeo: soluzione ancora lontana, speranze dalla Finanziaria

Avellino – Valeo: cambia la commessa e si dimezza il livello occupazionale. Solo 70 delle unità lavorative potranno essere confermate nell’organigramma dell’azienda, il problema per gli altri 90 lavoratori resta. E resta nonostante l’incontro di questa mattina che ha visto riuniti a Palazzo Caracciolo i vertici aziendali, i sindacati e la presidente della Provincia Alberta De Simone. Se uno sbocco all’interno dell’azienda proprio non può essere trovato, si potrebbe tuttavia far ricorso ad ipotesi alternative in grado di ovviare al problema. Almeno in parte. Il summit di oggi, dunque, è stato utile quantomeno ad individuare un percorso in grado di risollevare le sorti dei 90 operai in esubero. Ruolo emblematico, nel gioco delle parti, è quello svolto dalla nuova Finanziaria. La legge, infatti, prevede ipotesi di finanziamento per la mobilità lunga a favore di 6mila lavoratori impiegati nel settore automobilistico. Il piano avanzato dalla Fiom, sfruttando gli interventi legislativi ultimamente varati, è quello di far concorrere le unità in esubero alla richiesta dei fondi preposti. “In questo modo – ha spiegato Luciano Vecchia – il problema sarebbe dimezzato in quanto i lavoratori interessati avrebbero immediato accesso al pensionamento”. Un provvedimento che tuttavia potrebbe coprire solo altre 60 unità, per le restanti 30 la posizione resterebbe invariata. Ma, secondo il buon principio ‘o tutti o nessuno’, sindacati ed istituzioni sono alla ricerca di una idonea alternativa anche per gli altri operai. Per questo le associazioni di categoria hanno sollecitato la presidente a chiedere un incontro urgente presso il Ministero delle Attività Produttive.(fonte irpinianews) Una sorta di mediazione per ottenere dalla Fiat una risposta in termini di nuove commesse da assegnare al comparto irpino. Un primo passo, dunque, per un percorso che appare ancora lungo e travagliato. “L’incontro – ha concluso Vecchia – è stato utile per individuare un iter diverso ma in grado di fornire agli operai opportune soluzioni. L’azienda, in termini pratici, non può in alcun modo essere rilanciata. Dunque l’unica strada a nostra disposizione è quella di far ricorso a misure alternative in grado di fornire garanzie e sicurezza a tutti i lavoratori”. (di Manuela Di Pietro)

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