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Valeo, lavoro e dignità… la disperazione in una lettera

Avellino – I lavoratori non demordono. Sono i 160 dipendenti della Valeo che dopo aver manifestato davanti ai cancelli e aver avuto la solidarietà delle istituzioni, dei sindacati ritornano alla ribalta con l’appello del futuro. Non più voci a telefono ma righe di inchiostro per dire: “La Valeo sta morendo. Siamo operai – si legge nella missiva – che pur non essendo addentrati nella materia capiamo benissimo i nessi tra azienda, sindacati e istituzioni che ad oggi nonostante l’impegno profuso, non garantiscono il benessere e la dignità del dipendente ma favoriscono situazioni di instabilità. Si parla del nuovo contratto d’area e dei milioni di finanziamento ricevuti dalle imprese che assumono, si parla di un polo logistico nella zona industriale di Pianodardine, di zona franca e nuovi investimenti Fiat, si organizzano convegni sulla precarietà, sullo sviluppo ma non si mira a salvare un posto di lavoro. E’ una vergogna appartenere a questo territorio e vedere passseggiare tali persone per le strade della città e sentir dire che tutto va bene. Se lo stato dà il suo contributo in termini di ammortizzatori sociali e mobilità lunga, ci chiediamo quale è il contributo dei nostri rappresentanti sindacali, politici e istituzionali. In questo mese lavoreremo solo nove giorni, a dicembre non mangeremo il panettone, a gennaio la fame”. I lavoratori ancorati alla speranza si appellano alla magistratura, ai politici, ai sindacalisti affinchè quel filo non si spezzi e affinchè il lavoro per il futuro non sia chimera.(tlomb)

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