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Un’ennesima missiva indirizzata a Ciriaco De Mita, a Nicola Mancino, ad Alberta De Simone, al Procuratore della Repubblica Aristide Romano, alla Dia, agli organi di informazione locali e nazionali (Reporter, Annozero, Le Iene, Striscia La Notizia) per dire e ribadire: “il risultato di tale accordo è allarmante, ma chiarificatore rispetto a quanto anticipato: l’ossessione industriale della competizione sui costi e sui prezzi è un alibi perfetto per nascondere una logica di profitto. La mission – continuano i cassintegrati nella loro lettera aperta – non è tutelare l’occupazione ma chiudere le aziende. L’intesa non ha bisogno di commenti: non una sola riga, non una sola parola che tuteli un solo operaio. Un lavoro è dignitoso soltanto quando può contare sulla certezza di un futuro, di percorsi di qualifica, di reddito, di pensione, di sicurezza sul lavoro, di garanzia di poter essere rappresentanti. Lavoro dignitoso significa non assistenzialismo, né provvisorietà. Siamo alla fine ormai. Sull’orlo del precipizio. Mancano pochi giorni alla fine di dicembre e appare legittimo sapere e chiedere: ‘cosa faremo da grandi? La risposta c’è, lo sapete: basta scrutare negli occhi disperati della gente, basta riflettere sugli eventi negativi che si registrano ad Avellino e provincia. Dietro questi episodi potrebbe esserci uno di noi”. Al di là di righe di inchiostro, di frasi che gridano disperazione, la sostanza è una sola: restituiteci la speranza, la dignità, il sorriso.
(di Teresa Lombardo)
ALBERTA DE SIMONE SCRIVE AL MINISTRO DAMIANO
Intanto sulla questione, il presidente della Provincia Alberta De Simone si è fatta carico della richiesta di mobilità lunga per i 160 lavoratori della Valeo Italia. Nella nota inviata al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale on. Cesare Damiano, De Simone evidenzia: “Si tratta di una grande realtà industriale operante nel settore della produzione di componentistica e cablaggio auto che attraversa una grave situazione di crisi produttiva a causa, prevalentemente, di una forte flessione delle commesse della Fiat. Il senso di responsabilità del sindacato e i grandi sacrifici dei lavoratori – si legge sempre nella nota – hanno consentito l’accordo con l’azienda per salvare parte della produzione ed i posti di lavoro dei dipendenti”. L’intesa sottoscritta il 22 novembre scorso prevede tra le varie fasi di rimodulazione aziendale anche il ricorso alla mobilità lunga che rientra nelle competenze del Ministero. Per questi motivi il primo inquilino di Palazzo Caracciolo ha chiesto di volere inserire la Valeo tra quelle aziende che potranno beneficiare della mobilità lunga. “Il mancato mantenimento dell’accordo sarebbe un ulteriore colpo alla già difficile realtà economica ed occupazionale della provincia irpina”, conclude l’informativa.