Avellino – Nella giornata di oggi il quotidiano La Repubblica ha pubblicato l’emozionante lettera aperta di una trentenne precaria che, rivolgendosi al Presidente Napolitano, ha annunciato la difficile scelta di rinunciare al figlio che aspetta a causa delle ristrettezze economiche in cui vive.
“Dovrebbe far riflettere tutti la decisione di una giovane donna di ricorrere all’aborto perchè, conti alla mano, i 1.300 euro al mese, guadagnati in due col marito, non possono bastare a crescere un figlio”. Così ha commentato la notizia Maria Grazia Valentino, componente della Segreteria regionale di Rifondazione Comunista.
“E in particolare dovrebbero riflettere quelle forze politiche che con enfasi retorica si dichiarano a favore della famiglia e che invece non muovono un dito contro la piaga sociale della precarietà. Una precarietà lavorativa che finisce col diventare una precarietà esistenziale e priva tanti giovani della possibilità concreta di vivere il presente e immaginarsi un futuro. Questa è la triste realtà che oggi sempre più ragazzi e ragazze sono costretti a vivere. Una vicenda come questa -conclude l’esponente del PRC- ci dice che il tema principale di questo 1 Maggio e di quelli che verranno è e resta la lotta alla precarietà, un fenomeno che impatta drammaticamente le vite delle nuove generazioni”.
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