Alcuni luoghi vengono costruiti con cemento, vetro e acciaio. Altri prendono forma molto prima: da un’idea condivisa, da infinite conversazioni, da progetti che cambiano strada e da persone che credono che la bellezza possa fare la differenza.
Da questa visione nasce Il Dojo, il nuovo spazio creativo di Shibui, lo studio fondato dai giovani Ernesto Pio Sessa, creative director, e Francesco Aquino, director of photography, che sarà inaugurato venerdì 24 luglio alle ore 19:30 in via C. del Balzo 57 ad Avellino, tra musica dal vivo, installazioni artistiche e un rinfresco di benvenuto.
La parola “dojo”, in lingua giapponese, significa infatti “luogo dove si segue la via”. È la palestra, il luogo dove ci si allena e ci si mette alla prova, superando i propri limiti. Ed è questo che il nuovo spazio targato Shibui vuole essere: non un ufficio, ma un luogo aperto alle idee. Un posto in cui i progetti possano crescere attraverso il confronto, in cui la creatività possa trovare il tempo e gli strumenti per esprimersi e in cui professionisti, artisti e realtà del territorio possano incontrarsi e immaginare nuove possibilità.
Il percorso di Shibui nasce nel 2020, in un momento tutt’altro che semplice: «Abbiamo aperto il nostro primo studio tra i due lockdown – raccontano i fondatori – probabilmente il periodo meno intuitivo per iniziare una nuova avventura. Ma per noi era proprio quello il momento giusto: avevamo voglia di costruire qualcosa di nostro». L’idea, però, era nata qualche anno prima, durante gli anni di studio a Napoli: «Ci siamo conosciuti lavorando insieme e ci siamo resi conto che avevamo la stessa esigenza: creare, sperimentare e non
limitarci a seguire strade già tracciate. Avevamo voglia di lavorare secondo la nostra visione, con la libertà di scegliere progetti e direzioni».
«Quando abbiamo aperto il primo studio scherzavamo, dicendo che nel giro di cinque o sei anni ci saremmo ampliati – continuano Sessa e Aquino – A quanto pare ci è andata bene! Non immaginavamo esattamente quale sarebbe stata la forma di questa crescita, ma oggi essere qui rappresenta una tappa importante del nostro percorso. Il Dojo non è un punto di arrivo: è un nuovo inizio».
Per Ernesto, il nuovo spazio rappresenta soprattutto una scelta culturale: «La creatività ha bisogno di tempo, di contaminazioni e di ambienti capaci di stimolare nuove domande. Il Dojo nasce con l’idea di non essere solo un luogo di lavoro, ma di creare un posto dove le persone possano incontrarsi e sviluppare belle idee insieme». Non a caso, all’ingresso campeggia la frase “A safe harbor for creative minds” (un porto sicuro per menti creative).
«Il nostro lavoro nasce dalle storie delle persone, dei luoghi e dei brand che raccontiamo a 360° – gli fa eco Francesco – Avere uno spazio fisico dedicato al confronto significa dare ancora più forza ai processi: incontrarsi, sperimentare e creare insieme».
L’inaugurazione del Dojo sarà un’occasione per conoscere il nuovo spazio e condividere con amici, collaboratori e comunità creativa un nuovo capitolo della storia di Shibui.
