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Ribadendo che la legge è “un’occasione mancata per il diritto allo studio in Italia”, De Luca ha aggiunto: “Ancora una volta il Governo Berlusconi è intervenuto in un settore fondamentale per il futuro del Paese, come quello della formazione, con un decreto legge, in questo caso quello relativo alla Riforma universitaria del ministro Gelmini, imposto attraverso il voto di fiducia, senza confronto in Parlamento. Gli atenei italiani sono in crisi, necessitano di maggiori risorse e il decreto Gelmini non servirà a riportare la situazione alla normalità. Anzi, credo che in alcuni casi le cose peggioreranno. Al Sud, ad esempio, dove le Università saranno fortemente penalizzate dai tagli generalizzati, vanamente celati da maggioranza e Governo dietro la tanto sbandierata valorizzazione del merito, che resta uno dei principi fondamentali per il rilancio dell’Università e, in generale, della scuola, ma deve essere affermato mediante misure ispirate a criteri di oculatezza per non correre il rischio di danneggiare alcune aree del Paese”.