Fontanarosa – Uniti per Fontanarosa porta in campo i giovani. E lancia sul palco degli ultimi comizi il candidato Pasquale Petruzzo, che si presenta “… sotto le insegne di una lista civica che vede riuniti uomini e donne appartenenti a partiti diversi ed addirittura a schieramenti diversi: è normale che in un piccolo paese come il nostro alle amministrative ci si presenti accomunati da un comune programma amministrativo, pur partendo da diversi convincimenti politici perché, vedete amici fontanarosani, non c’è nel fare una strada o nel costruire una scuola un modo di destra o un modo di sinistra o di centro. C’è solo la capacità di farlo e la condivisione di un programma che consente di farlo. Pur tuttavia, non voglio e non posso tacere la mia appartenenza: sono orgogliosamente un uomo di centro destra. Il nostro è un progetto che ha una finalità di fondo: invertire una tendenza ormai in atto, annullare l’immobilismo e staticità del nostro paese che ha perso la vivacità di un tempo. Odio rancori e cattiverie ci accompagnano da troppo tempo. E giunta l’ora di metterli da parte. Con questo mio intervento cercherò di sviscerare alcuni punti programmatici che mi stanno particolarmente a cuore: Il problema dei rifiuti che travaglia la nostra provincia o meglio ancora l’intera regione, è sotto gli occhi di tutti, quasi una catastrofe ambientale, per specifica incapacità dell’attuale Governatore della Regione Campania. Anche il nostro comune, seppur con una discreta percentuale di raccolta differenziata, ha vissuto questa problematica e ancor di più l’ha vissuta la tasca di ognuno di noi, sia per chi vive in paese che nelle campagne ed è soprattutto per i concittadini che vivono nelle campagne che il peso della tassa sui rifiuti solidi urbani è più gravosa rispetto al passato. Quale potrebbe essere allora la soluzione? La soluzione da percorrere c’è, ed è quella di insistere e di estendere a tutto il territorio il sistema della raccolta differenziata, bisogna incentivarla e farla entrare nelle nostre case. In proposito, molti sapranno, che l’associazione ambientalista di cui faccio parte è promotrice da anni del compostaggio domestico, vale a dire la riduzione del quantitativo di rifiuti organici naturali che, ahimè, normalmente vengono smaltiti in discariche. Facendo ciò voi cittadini da una parte e noi futuri amministratori dall’altra, possiamo arrivare ad una riduzione della tassa sui rifiuti. Seconda questione che poniamo ai primi posti dell’agenda elettorale è quella relativa ad un nuovo assetto urbanistico del nostro territorio. Il Piano regolatore generale in dotazione oggi del nostro comune, può certamente considerarsi superato negli obiettivi e nelle previsioni. Il nuovo piano urbanistico comunale dovrà ridefinire i limiti del territorio urbano ed extraurbano, raccordando la previsione di interventi di trasformazione con le esigenze di salvaguardia delle risorse naturali, paesaggistico-ambientali, agro-silvo-pastorali e storico-culturali. Dovrà promuove l’architettura contemporanea e la qualità dell’edilizia pubblica e privata, prevalentemente attraverso il ricorso a concorsi di progettazione. Questi siamo noi, gli altri che inopportunamente ci accusano di voler difendere inesistenti comitati d’affari, sono vecchi arnesi della politica di cui da tempo si erano perse le tracce e che oggi ritornano come fantasmi di un passato che ritenevamo sepolto per sempre. Personaggi trasversali per definizione e per vocazione, naufraghi senza terra, nomadi della politica, cacciatori di identità, persone animate soltanto da un protagonismo esasperato ed anche privi di quel potere che presuntuosamente millantano. Persone che, mentre il popolo soffre, per oggettive difficoltà legate alla mancanza di lavoro ed alla crisi innescata dall’euro, ricattano e promettono. Cittadini diffidate di queste persone dai mille volti e dalle cento tessere di partito che violano la privacy delle vostre case e la vostra intimità in nome di un bisogno che non conoscono e che non appartiene alla loro cultura. Essi pensano solo a sé ed alle proprie fortune politiche, la loro rabbia è la paura di perdere quel piccolo potere che la vostra buona fede ha loro concesso in passato. Siate sicuri, finite le elezioni, sono subito pronti ad abbandonare quel popolo che dicono di amare, per ritornare a vivere di arroganza e di glaciale disinteresse per voi e per i vostri problemi”.
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