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Unione di Centro: incontri a Fontanarosa,Gesualdo e Torella

Continuano gli incontri dell’Unione di Centro. Oggi pomeriggio hanno preso parte i candidati Giuseppe De Mita – numero 5 alla Camera, circoscrizione Campania 2 – Nicola Di Iorio – numero 8 al Senato, circoscrizione Campania – Giuseppe Solimine – numero 10 alla Camera, circoscrizione Campania 2 – e Angelina Aldorasi – numero 16 alla Camera, circoscrizione Campania 2. Si è partiti da Fontanarosa – con un incontro che si è tenuto presso il Museo della Paglia e della Pietra. A seguire appuntamenti a Gesualdo – presso i locali dell’ex Municipio – e Torella dei Lombardi – presso la sede del comitato elettorale. Tanti gli amministratori presenti ai vari incontri. Tra questi il sindaco di Villamaina, Michele Marruzzo, il vicesindaco di Villamaina, Vincenzo Di Marino, gli assessori del Comune di Villamaina, Pasquale Salierno e Nicola Trunfio, il consigliere comunale e consigliere alla Comunità Montana Alta Irpinia Emilio Flammia, i sindaci di Fontanarosa, Carmine Petruzzo, di Mirabella Eclano, Vincenzo Sirignano, di Sturno, Franco Di Cecilia, di Torella dei Lombardi, Vincenzo Lasprogata, gli assessori del Comune di Torella dei Lombardi, Amato Delli Gatti e Antonio Minetti, il consigliere comunale di Ariano Irpino, Luciano Leone, i dirigenti dell’Unione di Centro, Enza Ambrosone e Mario Bruno. Ad aprire l’incontro di Gesualdo è stato Domenico Forgione, rappresentante del comitato elettorale. «Prendiamo le distanze dal Pd – queste le sue parole – che con i suoi sterili slogan pensa di fare politica. Noi siamo attenti al territorio e candidiamo persone che hanno a cuore il territorio». A seguire il saluto di Antonio Scoppettuolo, portavoce provinciale dell’Udc. «Ci ritroviamo finalmente sotto lo stesso simbolo – ha dichiarato – quello dello scudocrociato. Eravamo diversi per scelte diverse, ma ora siamo uniti per dare forza ed identità a questo progetto». Ancora Carmine Petruzzo, sindaco di Gesualdo: «Abbiamo fatto prevalere le ragioni del cuore – ha commentato – riferendoci, come dice Battiato, a quel centro di gravità permanente che ci porterà alla vittoria». Nicola Di Iorio, presidente della comunità montana Terminio Cervialto, in apertura del suo intervento, si è rivolto ad alcuni amministratori con cui ha condiviso un lungo percorso politico, facendo espresso riferimento a Franco Di Cecilia. «Le vicende politiche – ha detto – possono averci visto su campi opposti, ma il rapporto è sempre stato profondo e sincero. Credo che in questa campagna elettorale bisogna cominciare a riflettere e a pensare di più ai contenuti. È una campagna elettorale diversa dalle altre, soprattutto in Irpinia, dove pure vediamo da più parti carenze di programmi e di idee. Il Pd ha tentato di annullare una tradizione politica, preferendo alla nostra storia la presenza in lista dei Radicali. È questa la cifra di quella che potrebbe essere l’azione di governo del Pd. La nostra è stata una scelta di grande libertà, dettata dal coraggio, lo stesso che non abbiamo mai perso. Questa terra ha bisogno di risposte alte e concrete”. A seguire Giuseppe Solimine, presidente della comunità montana dell’Ufita: «In questi giorni – ha commentato – stiamo leggendo dichiarazioni rilasciate da personaggi in cerca d’autore che tentano di ragionare in termini politici dimenticando che la politica è innanzitutto servizio. Registriamo un atteggiamento contro a tutti i costi, solo perché è stata fatta una scelta diversa. Tutti abbiamo contribuito a realizzare una casa comune, cioè il Pd, pensando che avremmo avuto spazio, ma improvvisamente siamo stati costretti a registrare che qualcuno aveva pignorato quella casa. Abbiamo così chiesto agli amici dell’Udc di condividere un nuovo percorso. Il presidente De Mita per storia e tradizione non ha bisogno di difensori. Non era stato messo in discussione un uomo ma un modo di intendere la politica”. In chiusura Giuseppe De Mita. Ha iniziando dicendo che il Pd avrebbe potuto e dovuto spaccare l’elettorato di Forza Italia, ma a condizione che l’obiettivo fosse stato coerente con i presupposti. «La crisi di governo ha accelerato i tempi – ha commentato – per la verifica di coerenza e ci siamo accorti che non vi erano più le condizioni per proseguire il percorso. Il Pd era un’alleanza che pensava esclusivamente alla gestione del potere e proprio su questo ha illustrato l’esperienza in provincia. Basta ricordare l’impegno sui rifiuti e nello specifico alla faccenda del termovalorizzatore, che avremmo potuto realizzare ma non lo abbiamo fatto perché nel Pd si stava insieme solo per la gestione del potere e non per risolvere problemi. Veltroni aveva avuto la buona idea di escludere la Sinistra radicale ma poi si è lasciato confondere e adesso la conseguenza è che abbiamo una campagna elettorale uguale a quella del 2006, con il rischio che si riproducano le stesse condizioni di ingovernabilità. L’Udc ha rotto con Berlusconi e l’utilità del voto dev’essere individuata in chi è riuscito a disarticolare il sistema. Le uniche forze che possono aiutare sono, a questo punto e in questo quadro, l’Unione di Centro e in qualche misura la Sinistra Arcobaleno». De Mita ha poi continuato illustrando quello che è lo slogan della sua personale campagna elettorale: Ali nel vento. «E’ stato il tema dell’ultimo congresso provinciale della Margherita, una metafora che noi avevamo adottato dove il vento rappresenta il cambiamento e le ali l’intelligenza dell’uomo che sa intercettare il cambiamento. L’intelligenza deve governare il cambiamento per compiere scelte libere». Ultimo passaggio dedicato al tema della rappresentanza: «Andate a vedere – ha così concluso De Mita – se i candidati hanno messo la loro foto sui manifesti. Non le troverete, c’è solo il marchio del partito come i detersivi ma la politica non è questo».

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