Una scusa per mandare al diavolo la suocera: “Ho la perentherafobia”

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Ognuno di noi ha una paura che proprio non riesce a superare. C’è chi pur di non prendere l’aereo è pronto ad attraversare i continenti in treno o in autobus nonostante questo significhi metterci 10 volte di più, e se non ci fossero altre alternative, sarebbe disposto a spostarsi in carrozza a cavalli piuttosto che stare rinchiuso in una scatola di ferro sospeso nel vuoto a migliaia di metri sopra il suolo. C’è chi sale le scale ma preferisce non scenderle perché soffre di vertigini; chi fa un salto sulla sedia e si mette ad urlare come un matto di fronte ad un innocente ed innocuo topolino di campagna. Sono fobie molto diffuse, di cui soffrono molte persone. Ma l’elenco delle paure irrazionali comprende anche angosce verso cose e situazioni apparentemente innocue come palloncini colorati e nuvole. Tecnicamente si chiama acrofobia la paura dell’altezza e dei luoghi alti; afefobia quella del contatto fisico e di essere toccati; acusticofobia il terrore dei rumori forti e improvvisi. Molti soffrono di aracnofobia, paura dei ragni, o di claustrofobia, la paura degli spazi chiusi; molto diffusa anche la demofobia, la paura della folla che in forma leggera fa sì che in mezzo a molta gente si abbia la sensazione di mancanza d’aria e alla fine si svenga…
Fin qui siamo ancora nel campo delle ansie molto diffuse; ce ne sono altre meno conosciute come quella di cui soffre chi non riesce a stare da solo soffrendo di monofobia, ossia della paura della solitudine o quella di chi ha bisogno di grandi spazi perché è colpito da stenofobia e inizia a sudare e a stare male se si trova in spazi stretti ed angusti. Secondo un recente articolo della rivista Mente&Cervello l’elenco delle persone che soffrono di strane paure comprende quelli che fuggono a gambe levate davanti ai fiocchi di neve, quelli che hanno i sudori freddi davanti ad un palloncino colorato o quelli che sentono i brividi lungo la schiena se vedono una rana… Per alcuni psicologi le persone che hanno questi problemi verso oggetti specifici e apparentemente innocenti sono tanti, ma per ovvi motivi tendono a non parlarne con nessuno per evitare di essere considerati “matti”, preferendo evitare di imbattersi in situazioni ed oggetti che tanto li spaventano. Se si teme la neve basta trasferirsi in una località dove i fiocchi non cadono mai, ma ci sono paure da cui è più difficile fuggire. Cosa può fare un poveraccio che soffre di nefofobia, che si sente mancare di fronte ad innocue nuvole ed è costretto ad uscire di casa solo di fronte a terse giornate di sole?
Spulciando l’elenco delle fobie presenti nei libri di psicologia si scopre che la lista delle fobie riconosciute e classificate comprende centinaia di voci partendo dalla “a” di ablutofobia, che consiste nel temere di lavarsi e di fare il bagno, alla “zeta” di zoofobia che è la paura degli animali. Ma alcune sembrano inverosimili o di “comodo” come la perentherafobia: la paura della suocera (che può essere una buona scusa per evitare di dover incontrare l’insopportabile madre del partner), altre sono conosciute da tutti anche da chi non ne conosce il nome scientifico: è il caso della anuptafobia, che consiste nella sindrome della “zitella”, ossia il terrore di non sposarsi e di rimanere per sempre single “senza che nessuno ti pigli”.
Ci sono paure prettamente maschili: nessuno è contento di perdere la propria fluente chioma. Quando però si trascorre la giornata con lo specchio sopra la testa ad osservare la situazione del proprio cuoio capelluto oppure si passano lunghi momenti ad guardare i capelli rimasti nel lavandino, salutandoli come vecchi amici che se ne vanno per sempre, con una leggera commozione nell’animo, si può ragionevolmente pensare di soffrire di falacrofobia e di temere come la peste la calvizie. E potevano mancare le paure sessuali? Al di là di chi soffre di sessufobia e rifugge con terrore ogni genere di pratica sessuale, le fobie in questo campo riguardano per lo più il membro maschile! Non deve essere facile per una donna eterosessuale soffrire di phallofobia, la paura del pene, specialmente in erezione. Ma non sta meglio un uomo che sia colpito da ithyphallofobia, paura di vedere, pensare o di avere un pene in erezione.

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