Un pezzo di storia a Frigento: ecco piazza Falcone e Borsellino

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Da oggi a Frigento c’è un pezzo di storia italiana. Ha le dimensioni di una piazza e l’importanza e la responsabilità della memoria. “Piazza Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e loro scorte”: è questo il nuovo nome dell’ormai ex piazza Baracca dove questa mattina si è celebrata una solenne cerimonia, fortemente voluta dal sindaco Luigi Famiglietti, che ha visto la presenza di diverse autorità tra cui il Presidente della Provincia Cosimo Sibilia, Marco Pugliese, il viceprefetto Silvana Tizzano, i giudici Abbondandolo e Ciccone, il capitano Iannucci e Rosanna Repole.

Quella di oggi era un’iniziativa che il sindaco Famiglietti aveva in mente già da tempo: “Avevo annunciato il mio intento di dedicare ai giudici Falcone e Borsellino una piazza del mio paese già in campagna elettorale. Poi finalmente nel maggio scorso la delibera in consiglio”. La manifestazione è stata ideata e realizzata in collaborazione con la Fondazione “Progetto Legalità Onlus” e con l’Istituto Scolastico Comprensivo “G. Pascoli”.

La fondazione, che sinora è riuscita a coinvolgere 4mila classi di tutta Italia, è nata per volontà di un gruppo di magistrati siciliani ed è attualmente presieduta dal figlio di Paolo Borsellino. La cerimonia di questa mattina ha avuto un che di solenne: dopo la proiezione presso la sala consiliare del film “Io ricordo”, gli studenti e le autorità intervenute si sono portati in corteo verso la piazza dove da oggi è esposta una scultura dedicata ai due magistrati siciliani donata dall’artista sardo Paolo Becchis.

“Un piccolo gesto ma che sentivo dovuto. – ha precisato Famiglietti – Quando Falcone e Borsellino vennero uccisi, io ero uno studente e ricordo quel periodo come un momento buio della nostra storia nazionale”. Fermo intento dell’amministrazione è stato quello di coinvolgere gli studenti irpini: alla cerimonia hanno infatti partecipato, interagendo con le autorità presenti, anche i ragazzi delle terze medie dell’istituto comprensivo e la V B del liceo “Della Valle” di Frigento.

Se è vero che lotta alle mafie significa repressione c’è un aspetto, quello educativo e culturale, che non deve risultare secondario. Il messaggio è stato lanciato: il futuro dell’Italia è, oltre che nella memoria del passato, anche e soprattutto, nella speranza delle nuove generazioni. (di Oderica Lusi)

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