
Nella storia del Napoli, che dopo tanto “penare” è tornato in serie A, c’è un pezzo di Solofra, non solo per la presenza di molti tifosi azzurri. Alla presidenza della società del “ciuccio”, dal periodo che va dal 1946 al 1948, c’è stato l’avv. Pasquale Russo , operatore conciario solofrano deceduto il 2 novembre del 1990, che sicuramente sarebbe felice di sapere che la sua squadra è ritornata nel calcio che conta. Russo è ricordato come il sindaco delle due ricostruzioni di Solofra: la prima dopo l’ ultimo conflitto mondiale e la seconda dopo il sisma dell’ ottanta. Ricordava sempre agli amici di essersi trovato a dirigere la società calcistica napoletana in un periodo un po’ altalenante e confusionario. Il suo primo anno da dirigente si concluse con il Napoli ottavo in classifica in serie A. Il campionato successivo fu deludente per i tifosi, visto che la loro squadra terminò al 21° posto e per illecito sportivo venne condannata alla serie B. Pasquale Russo lasciò le redini della società ad Egidio Musolino restando però sempre nell’ ambiente partenopeo, tanto da risultare uno dei fautori che spinse l’ armatore Achille Lauro, all’epoca presidente del Napoli, all’ acquisto del calciatore svedese Hasse Jeppson. L’atleta venne pagato ben 105 milioni, tanto da essere soprannominato dai tifosi napoletani “ ‘o Banco ‘e Napule”. Nello studio di Pasquale Russo campeggiava una foto in compagnia di Jeppson e altre con vari giocatori del Napoli. Tenne poi rapporti con la società napoletana, e si sentiva spesso a telefono con Ferlaino ai tempi d’oro.