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La nostra rassegna parte d’obbligo dai fatti della città capoluogo.
I venti di guerra in seno all’amministrazione comunale di Avellino iniziano dal principio dell’anno 2014. A gennaio, infatti, l’esecutivo del Partito Democratico, i consiglieri di maggioranza al comune di Avellino e il sindaco Paolo Foti si chiudono nelle stanze del convento Benedettino di Mercogliano per trovare un punto d’incontro. Un anno non dei migliori. Paolo Foti, ad ottobre, perde tra l’incredulità generale l’elezione a presidente della Provincia; parallelamente inizia, o meglio continua, una crisi amministrativa tra i suoi consiglieri, annunciando le proprie dimissioni da sindaco, salvo poi fare un passo indietro. Ma l’amministrazione a palazzo di Città continua a navigare a vista.
L’avvio del 2014 non è dei migliori neanche nel centrodestra. Tra i banchi di Forza Italia si crea la spaccatura in Consiglio regionale. Nasce Forza Campania e tra coloro che prendono parte ci sono anche gli irpini Antonia Ruggiero e Sergio Nappi. Dura ben poco l’esperienza di netta contrapposizione al Governatore Caldoro. Rientrano qualche mese dopo in Forza Italia, ma la ferita del tradimento consumato a Silvio Berlusconi e ai vertici del partito rimane indelebile.
Al Piano Sociale di Zona A4 la guerra politica segna. I servizi si vanno a far benedire. I cittadini attendono risposte. Una vicenda che si trascina per mesi, tra commissari, querele e temperatura che si fa sempre più bollente. Pomo della discordia la convenzione: non solo per dare servizi ai più bisognosi, ma anche per piazzare posti di lavoro e persone al comando. Solita politica che prevarica sugli interessi della collettività.
Servizio Pubblico a fine gennaio è in possesso degli audio originali delle telefonate intercettate tra Loris D’Ambrosio, l’allora consigliere giuridico del presidente Napolitano, e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, telefonate che hanno scatenato il conflitto istituzionale tra il Quirinale e la Procura di Palermo. Nell’inchiesta finirono anche 4 intercettazioni di telefonate tra Mancino e il Presidente Napolitano, poi distrutte per decisione della Corte Costituzionale.
Gianfranco Rotondi una ne fa, cento ne pensa. Vara il governo-ombra di Forza Italia. Tra gli incaricati Raffaele Coppola, commissario della Provincia di Avellino: sarà il ministro-ombra alle politiche agricole.
L’ex Popolo della Libertà non c’è più. Nasce Forza Italia. A marzo Silvio Berlusconi consegna il partito in Irpinia al fidato e sempre coerente Cosimo Sibilia. A sua volta indica vice Flavio Petroccione, Franco Di Cecilia e Girolamo Giaquinto. E strappa un posto nel coordinamento regionale indicando Domenico Gambacorta. Per quest’ultimo un 2014 da protagonista della politica locale. Sibilia lo invita a candidarsi a sindaco di Ariano, Gambacorta tentenna ma alla fine accetta e conquista la fascia tricolore. Cinque mesi dopo stessa storia: Sibilia preme per la candidatura a presidente della Provincia e trova l’intesa con Ncd, ma Gambacorta va oltre: ha il guizzo di conquistare consensi anche nella parte avversa, conquistando Palazzo Caracciolo.
Nel corso del consiglio nazionale dell’Udc, vengono eletti i nuovi organismi nazionali. Giuseppe Gargani, Ciriaco De Mita e Giuseppe De Mita (diventa anche vicesegretario nazionale) vengono indicati nella direzione nazionale.
A maggio la provincia di Avellino è chiamata al voto. Alle Europee, vari candidati dell’Irpinia ma nessuno riesce a conquistare un seggio a Bruxelles. Ma la novità (si fa per dire) politica è l’elezione di Ciriaco De Mita a sindaco di Nusco. Le amministrative di maggio in Irpinia vedono anche la vittoria di Mario Bianchino a sindaco della nuova realtà territoriale di Montoro, diventato comune unico dopo oltre due secoli di ‘spaccatura’.
Pietro Foglia agli inizi di giugno viene eletto Presidente del Consiglio Regionale. Una soddisfazione per l’Irpinia che si sente trascurata dalla Giunta Caldoro. La scelta su Foglia, uomo di carattere e vicino alle istanze della gente ripaga del vuoto dei primi tre anni.
Nonostante gli attacchi a Stefano Caldoro, l’Irpinia per il 2014 beneficia di molti fondi per infrastrutture, miglioramento idrogeologico, rifacimento centri storici grazie alla pratica dell’accelerazione della spesa.
Ad ottobre viene eletto il primo consiglio provinciale non votato dai cittadini. Al seggio ci vanno 1200 amministratori irpini. Vince Domenico Gambacorta. Il consigliere più votato è Enzo Alaia.
Gli irpini che siedono nelle due aule del Parlamento hanno da rallegrarsi: sono tra i più presenti. Partiamo dal Senato, Cosimo Sibilia di Forza Italia fa registrare il 93% delle presenze alle sedute. Spostiamoci all’altro ramo Carlo Sibilia registra 83% di presenze (al grillino va dato anche la palma del migliore per produttività tra i rappresentanti campani del suo gruppo) Luigi Famiglietti 75%, Giancarlo Giordano 74%, Angelo D’Agostino 70%, Valentina Paris 69%, Giuseppe De Mita 64%, Gianfranco Rotondi 52%.
Nella lotta agli sprechi, un primo segnale: la Società Alto Calore Patrimonio, posta in liquidazione, viene incorporata dall’Alto Calore Servizi.