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Un anno di cronaca in Irpinia segnato dai morti dell’Autostrada A16

Avellino – Dalla strage dell’autobus sull’A/16 al tragico incidente mortale che è costato la vita alla giovane 18enne di Conza della Campania, dal dramma allagamenti a Celzi di Forino alla vicenda processuale dell’ex militare di Montefredane condannato per stupro, dagli omicidi nel Vallo Lauro Baianese fino alla prematura scomparsa del capo della Polizia Antonio Manganelli: il 2013 in Irpinia è stato un anno ricco di avvenimenti di cronaca. Ecco quelli che la redazione di Irpinianews.it ha ritenuto i più importanti.

DEGRADO E ABBANDONO ALL’EX GIL – Il 2013 è cominciato subito con un episodio che ha sconcertato l’opinione pubblica. Ad inizio gennaio alcuni balordi hanno dato alle fiamme i locali dell’ex Gil a corso Europa ad Avellino. Decine di migliaia di euro i danni stimati per una “… situazione incancrenita” – come ebbe a sottolineare l’allora Commissario del Comune Cinzia Guercio – che si protrae ormai da anni nel silenzio più assoluto per una struttura, tra le pochissime testimonianze storiche della città, che resta abbandonata e nel degrado più assoluto.

GIOVANI VITE SPEZZATE – L’Irpinia è ancora scossa all’alba di Pasqua per l’incidente che vide la morte della 18enne di Conza Natalie Ciccone. La giovane, in auto da sola sull’Ofantina, nel territorio di Lioni, sfondò il guard rail volando nel fiume Ofanto con la suo Punto grigia. La ragazza scomparve nel nulla. Cominciarono due giorni di ricerche; in centinaia collaborarono alle attività di salvataggio. Il primo aprile arrivò la svolta tragica alla vicenda col ritrovamento del corpo senza vita di Natalie, rinvenuto a circa 150 metri dal luogo dell’impatto. Dolore, sgomento e disperazione sul luogo del ritrovamento e soprattutto nella comunità di Conza della Campania, da cui la 18enne proveniva e della quale, suo padre, era finanche già stato sindaco.

Il 2013 ha purtroppo visto una sequela infinita di incidenti stradali mortali: a perdere la vita, soprattutto giovani e giovanissimi. A metà maggio un tragico sinistro segnò la morte di due ventenni di Conza, Pasquale Turri e Umberto Rosamilia; pochi giorni dopo, ancora due ventenni, Pasquale Valentino e Pasquale D’Orsi di Monteforte Irpino, persero la vita tra Caivano e Acerra. Sempre sull’Ofantina morì per le ferite riportate nell’incidente stradale Brunello Marra, 33enne di Cassano Irpino, sposato soltanto da un anno e padre di un bimbo di appena un mese. Ad agosto, un violento sinistro stradale lungo la provinciale 62 che collega i comuni di Fontanarosa e Sant’Angelo all’Esca costò la vita al 35enne di Fontanarosa Daniele Ciampa: per lui destino crudele, solo qualche giorno fa aveva perso il figlio di 9 mesi, il piccolo Michele, per una crisi respiratoria. Il piccolo fu trasferito d’urgenza, in elicottero, da Ariano a Napoli, ma morì una manciata di ore dopo. Infine, solo qualche giorno fa, la notte di Santo Stefano a Montoro Inferiore, un incidente nell’area Pip di Misciano è costato la vita al giovane 33enne Felice Straccia.

CELZI CASO NAZIONALE – In aprile, la provincia di Avellino finisce di nuovo sulle pagine di cronaca nazionale per l’allagamento delle abitazioni alla frazione Celzi di Forino. Decine le famiglie sfollate. Gli abitanti della zona tornano a vivere così nell’incubo del dissesto idrogeologico. L’acqua alta nuovamente invase le strade del paesino irpino, costringendo le autorità ad evacuare, in via precauzionale, alcune famiglie della zona.

L’ADDIO AL CAPO DELLA POLIZIA – Il 2013 ha visto anche la prematura scomparsa di due grandi personaggi che hanno scritto, a modo loro, pagine di storia della provincia irpina. Ricoverato d’urgenza a febbraio e sottoposto a intervento chirurgico per la decompressione di un edema cerebrale, la mattina del 20 marzo è venuto a mancare il capo della Polizia, l’avellinese Antonio Manganelli. Aveva 63 anni.
Il 21 aprile, invece, mentre era a passeggio per le colline della sua San Michele di Serino un infarto si è portato via Franco De Feo, segretario della Uil e figura storia del socialismo in Irpinia. De Feo – famoso per l’inseparabile cappello – aveva 60 anni. Una vita spesa al fianco dei lavoratori nel sindacato che dirigeva dall’aprile del 2009.

L’INCIDENTE STRADALE PIU’ GRANDE DELLA STORIA IN ITALIA – Ma il 2013 in Irpinia verrà ricordato soprattutto per la strage dell’autobus sull’A/16. La tragedia che ha scosso il mondo avvenne domenica 28 luglio. Quaranta le persone decedute, 10 i feriti, tutti passeggeri del pullman di turisti precipitato dalla A/16 Napoli Bari all’altezza del viadotto Acqualonga a Monteforte Irpino: si tratta del più grave incidente stradale mai verificatosi in Italia. Omicidio colposo plurimo, disastro colposo e strage colposa. L’inchiesta avviata dal capo della Procura di Avellino Rosario Cantelmo sull’incidente si è mossa da subito per far luce sulle cause dell’incidente e sulle eventuali responsabilità. Sin dalle prime indicazioni fu confermata l’ipotesi del guasto al mezzo come causa del disastro: pezzi dell’impianto di trasmissione furono trovati infatti a terra ad un chilometro di distanza dal punto di impatto; e un operatore autostradale avrebbe visto procedere il mezzo ad alta velocità e con la portiera anteriore aperta o mancante. Diversi esami e verifiche sono stati effettuati anche sulla qualità della barriera di protezione che è stata abbattuta dall’autobus. Il cordoglio per le decine di morti arrivò dalle più alte cariche istituzionali nazionali e della Comunità Europea. Il Comune di Monteforte Irpino e la città capoluogo sin da quella maledetta serata di luglio divennero loro malgrado il centro mediatico del mondo: giornalisti da ogni parte del globo si riversarono in Irpinia per trasmettere in diretta le immagini dell’immane tragedia e seguire le prime settimane di lavoro degli inquirenti della Procura.

LA CAMORRA TORNA AD UCCIDERE – Sempre in estate si sono riaccesi i riflettori della cronaca sugli omicidi di camorra nel mandamento baianese. Il 31 luglio Fortunato Miele, 60enne commerciante baianese, fu trucidato da una scarica di proiettili mentre si trovava nella propria auto di ritorno a Baiano ad ora di pranzo. Il mandato di morte sarebbe giunto da Nola: la pista principale è quella legata alla criminalità organizzata. La camorra non uccideva in Irpinia almeno dal 2004. A novembre, invece, Francesco Basile, 60enne imprenditore edile di Cimitile ma residente ad Avella, è stato freddato con cinque colpi di pistola in faccia nel suo cantiere a Sperone. I killer hanno agito al centro della cittadina dove l’uomo si trovava a bordo della sua Volkswagen.

IL MIRACOLO DI MARIA – Voleva chiudere definitivamente i conti per una lite dovuta a motivi di traffico. E così l’ex guardia giurata Domenico Aschettino sparò all’impazzata, uccidendo Vincenzo Sepe, 48 anni, e ferendo alla testa Carolina, 25 anni. Era il 27 agosto scorso quando in un cortile di Lauro, la vita per la famiglia Sepe cambiò di netto. Carolina era incinta, alla decima settimana. Quel colpo alla testa la scaraventò in uno stato di coma dal quale non si è ancora ripresa. Ma una parte di lei ha, però, conosciuto la vita: è la piccola Maria Liliana nata pochi giorni prima di Natale. La piccola Maria, poco più di un chilo di peso, ha resistito nella pancia della sua mamma per 27 settimane. Ora è ricoverata nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Il parto cesareo non ha comportato alcuna conseguenza sul suo stato di salute ed ora il miracolo si aspetta anche per lei, e per un suo risveglio. Il marito, Giampiero, sorride e continua a pregare.

UCCISA PER 5 EURO IN PIENO CENTRO AD AVELLINO – Diversi colpi all’addome con un coltello da caccia di circa 20 centimetri sono stati letali per Clorinda Sensale, 76enne di Avellino proprietaria del negozio Holiday Sport, uccisa a settembre in pieno centro storico ad Avellino. La donna pare si fosse rifiutata di consegnare 5 euro al suo assassino.

IL MISTERO DELLA SCOMPARSA DI GIANLUIGI RUSSO – E’ recente invece la vicenda della scomparsa di Gianluigi Russo, 25enne di Torelli di Mercogliano, di cui non si hanno più notizie dal 19 ottobre. L’auto dello scomparso è stata rinvenuta di fronte ai cancelli della ex base Nato di Campomaggiore, ma del ragazzo nessuna traccia. Il 25enne sarebbe stato avvistato più volte tra Baronissi e Salerno; decine gli appelli dei familiari e delle autorità comunali di Mercogliano ma del ragazzo nessuna traccia.

IL CADAVERE RITROVATO NELLA FABBRICA DEI VELENI – Lo scorso 13 novembre fu invece trovato un cadavere all’interno dell’ Isochimica di Borgo Ferrovia: era Pellegrino Leo, il 35enne scomparso dalla sua casa di San’Angelo a Scala il 10 aprile scorso: l’uomo è stato infatti ritrovato con un cappio al collo. La scoperta di quel corpo è avvenuta quasi per caso. Dopo almeno due sopralluoghi, che servivano ad avviare l’iter per la messa in sicurezza, nessuno si era accorto di quanto era accaduto all’interno di quella che è stata ribattezzata la “fabbrica dei veleni”. Nella mattinata, poi, l’allerta lanciato alle Forze dell’Ordine per un furto di rame. Qualcuno aveva notato anche il lucchetto del cancello manomesso. Quindi il sopralluogo.

IL CASO TUCCIA – A dicembre invece la Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato la condanna a otto anni di reclusione per Francesco Tuccia, ex militare originario di Montefredane già condannato in primo grado il 31 gennaio scorso per aver violentato una studentessa universitaria, davanti a una discoteca di Pizzoli. Ma il caso di Francesco Tuccia tornò sotto i riflettori delle tv nazionali già in ottobre quando ‘Linea gialla’, il programma di approfondimento de La7 si occupò del giovane irpino che nonostante una condanna ad 8 anni per stupro era già a piede libero, partecipando infatti alle attività lavorative di una associazione di volontariato di Altavilla Irpina.

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