UN ANNO DI… Cronaca e l’annus horribilis dei decessi su strada

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Avellino – Suicidi, fratricidi, agguati, furti, ma anche sangue sulle strade. Il 2014, per l’Irpinia, è stato segnato da diverse morti. Troppe. Un anno intenso, che ha visto le forze dell’ordine tutte lavorare in maniera costante, smisurata, encomiabile. Oltre agli avvenimenti di cronaca che a breve citeremo, stileremo un rendiconto anche sugli sviluppi giudiziari di due tragedie risalenti al 2013, che meritano attenzione e considerazione per il riverbero avuto nel corso di questi ultimi 12 mesi.

Parliamo dell’omicidio di Clorinda Sensale, l’anziana avellinese uccisa da un pluripregiudicato con otto coltellate per 5 euro e della tragedia di Lauro, dove una ex guardia giurata, Domenico Aschettino, in un pomeriggio d’estate, ha ucciso il vicino di casa Vincenzo Sepe e ha fatto fuoco sull’intero nucleo familiare, ferendo 4 persone.
Ebbene, nel 2014, giustizia é stata fatta per le famiglie Sensale e Sepe. Ma la dolce Clorinda Sensale, l’imponente papà Vincenzo Sepe, la sua adorata figlia in stato interessante Carolina (che poi darà alla luce una bambina prima di morire), e la consuocera Bettina Crisci, non torneranno più dai propri familiari, afflitti ed addolorati per queste morti tanto crudeli, quanto inaspettate. Vittime capitate tra le mani di carnefici deviati, al momento sbagliato, quando il raptus prende il sopravvento e la fa da padrone.

CASO SENSALE. “Se non fosse stata lei, ne avrei ammazzata un’altra”. Questa la inquietante confessione di Pellegrino Pulzone 40enne di Avellino, con disturbi psichici ed un passato di tossicodipendenza. Era capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio, afferma la perizia psichiatrica. Nessuna infermità mentale per il pluripregiudicato di Bellizzi. Uccise per il “piacere edonistico” di farlo. Per lui l’ergastolo. Il giudice, Fabrizio Ciccone, accoglie la richiesta del pubblico ministero.

LA VICENDA ASCHETTINO. Il pm chiede l’ergastolo per Domenico Aschettino, l’ex guardia giurata, che, per futili motivi di vicinato, uccise, a Lauro, tre persone, ferendone due. Lo reputa un “criminale che voleva ammazzare tutta la famiglia del vicino”. Richiesto anche l’isolamento diurno per il pluriomicida.

L’OMICIDIO-SUICIDIO DI S. LUCIA. Ma passiamo al 2014. Era il 4 febbraio, quando a Santa Lucia di Serino, in via Francesco Moscati, Anna Tavino, collaboratrice scolastica del Liceo “Colletta” di Avellino, da ben 25 anni, viene uccisa dall’ex marito Alessandro Mariconda con quattro colpi di pistola. Lo stesso, che le aveva contestato di avergli sottratto dei risparmi postali, si toglie la vita, poco dopo, nella sua abitazione, con la medesima arma. Un omicidio-suicidio che lascia la piccola comunità di Santa Lucia sotto shock. Un gesto crudele prima, autolesionistico poi. Mariconda sceglie la morte, per la ex moglie e per sé stesso per cause che non hanno giustificazione alcuna.

IL FRATRICIDIO DI MONTEFORTE. Un mese dopo, le agenzie battono la notizia che a Monteforte Irpino si è consumato un fratricidio. Una lite tra fratelli, Vincenzo Gallo di 34 anni e Carmine Gallo di 33, finisce nel sangue. Una famiglia unita, stimata, ora distrutta dal dolore. Vincenzo uccide Carmine. Cinque colpi mortali lo tramortiscono. Tutto accade in via Borgo. Il giovane è riverso in una pozza di sangue. Il fratello si costituisce e viene arrestato con l’accusa di aver ucciso il fratello Carmine. È lo stesso omicida, coniugato e con figli, a consegnarsi alla polizia e a raccontare del litigio degenerato nel fratricidio. “Ho dovuto difendermi – ha detto agli investigatori – non volevo ucciderlo”.

RIESPLODE LA FAIDA TRA I CLAN CAVA E GRAZIANO – Intanto, il 24 settembre, si torna a sparare nel Pago del Vallo di Lauro, ove riesplode la faida tra i clan Cava e Graziano. Nel mirino dell’attentato, il 57enne Giulio Maffettone esponente di spicco dei Cava e braccio destro del boss Biagio. Il pregiudicato, condannato a 6 anni reclusione nel maxiprocesso contro il clan del Vallo e sorvegliato speciale sottoposto a obbligo di firma, era in compagnia di due uomini, ed è stato colpito da alcuni colpi di fucile. Finisce all’ospedale “Civile” di Nola e le sue condizioni vengono dichiarate gravi. Un attacco camorristico, la pista più seguita dai Carabinieri.

IL MALE DI VIVERE. Talvolta i dolori, come la perdita di un caro, sono talmente logoranti che si preferisce chiudere i ponti con la vita terrena. E’ il caso di Angela Lepore, la giovane studentessa arianese rinvenuta priva di vita nella camera da letto della sua abitazione ad Urbino. La 29enne irpina aveva un sacchetto di plastica infilato in testa. Pativa molto la perdita della madre. Un dolore straziante, lacerante, che non le consentiva di vivere la vita con serenità e tranquillità interiore.
Pochi giorni dopo, e, sempre ad Ariano Irpino, sarà l’agente di Polizia Penitenziaria Liberato Caruso a farla finita. Ritrovato cadavere anch’egli con un sacchetto di plastica alla testa, in un suo fondo agricolo, lascia la moglie ed il figlio. Un uomo buono, generoso, che non vuole più lottare con una martellante depressione.
Guidava il treno Intercity 703 che da Roma porta in Puglia, lo scorso aprile. Non avrebbe avuto tempo di rallentare né di frenare la corsa il conducente che ha travolto ed ucciso la giovane 30enne di Ariano Irpino Carmela Di Paola. La tragedia ha scosso l’intera comunità del Tricolle. La giovane studentessa, che da tempo soffriva di gravi crisi depressive, si sarebbe stesa volontariamente sui binari venendo poi travolta dal treno in transito. Il suo corpo sarebbe stato dilaniato dalle carrozze del Roma-Lecce in transito.
Ed infine, solo una settimana fa è stato trovato cadavere, in un noccioleto di sua proprietà, nell’area a ridosso del castello di San Martino a Monteforte, un 48enne di Mugnano del Cardinale, Carmine Accetta. L’uomo, dipendente comunale, avrebbe deciso di farla finita impiccandosi con una fune ad un nocciolo. La drammatica scoperta è stata fatta dal genero, sul posto per operazioni di pulizia e cura di alberi e piante.

SANGUE SULLE STRADE IRPINE E GLI ANGELI VOLATI IN CIELO. Lo scorso luglio, nella centralissima via Tagliamento di Avellino, viene investita da una Smart Daniela di Salvia, mentre attraversava la strada con una sua amica. Le condizioni della 33enne, subito dopo l’incidente, si erano aggravate. L’impatto era stato tremendo tanto da dover ricorrere alla sala di rianimazione. Il quadro clinico peggiora giorno dopo giorno. Daniela si spegne in una camera di Ospedale, gettando nello sconforto quanti la conoscevano.

Come dimenticare i suoi boccoli biondo cenere ed il suo viso luminoso e solare. “Brillerai sempre come un diamante, ciao angelo” è la scritta apparsa sullo striscione che ha fatto da apripista al lungo corteo dedicato a Giulia Tortale, la giovane 14enne di Avellino, deceduta dopo quasi due settimane di agonia in seguito ad un trauma cranico riportato nella caduta dallo scooter lo scorso 2 ottobre.
Troppe strade irpine sono un incubo. Altro incidente stradale mortale, viene registrato a maggio. Un giovane cuoco di 23 anni, Michele Insalata, residente a Calabritto, muore schiantandosi prima sul guard rail e poi tamponando un camion proveniente dalla direzione opposta, all’altezza di Oliveto Citra. Ad ottobre, sulla SS 90 «delle Puglie», in località Fontana del Re di Grottaminarda, un motociclista Paolo Barletta, di soli 24 anni di Bonito, studente universitario a Salerno perde la vita.

E POI C’E’ QUELLA “MALEDETTA OFANTINA…”. Teatro di tante, troppe morti è la ‘maledetta’ Ofantina, ove a febbraio, muore Veronica Miele, 27enne di Andretta. Due mesi dopo, volerà in cielo Miguel Laucella, giovane 18enne di Nusco che, alla guida della sua vettura, a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia, perde il controllo del mezzo andandosi a schiantare contro un mezzo furgonato. A fine agosto, dopo quasi un mese di agonia, muore il centauro Gerardo Colarusso, 40enne di Avellino, vittima di un incidente stradale, avvenuto sul tratto di strada che collega Manocalzati a San Potito Ultra.

E LA MALASORTE…. Era un pomeriggio del 25 novembre, quando una tragica fatalità, in località Pianomarotta di Torella Dei Lombardi, provoca un disastroso incidente stradale mortale. Il conducente di un camion che trasportava barre di piombo perde il controllo del mezzo e finisce sulla corsia opposta, coinvolgendo due auto che venivano dall’altra direzione. Il bilancio dei morti è tragico: il 75enne Amato Grosso ed il 45enne Antonino Bilotta, entrambi di Torella dei Lombardi, muoiono sul colpo.

FURTI A RAFFICA IN IRPINIA. Vogliamo aprire, infine, una parentesi su una nuova ‘patologia’ diffusasi, negli ultimi mesi del 2014, in diversi paesi dell’alta Irpinia: è la “psicosi dei furti”. Una vera e propria fobia per gli abitanti di Venticano, Ariano Irpino, Montemiletto, Forino, Aiello del Sabato, Montefalcione, Prata Principato Ultra. Giusto per citarne qualcuno. Più bande di malviventi, talvolta incappucciati, agiscono senza timore nella provincia di Avellino. Gioielli, auto, denaro, preziosi, cassaforti. Da settembre a novembre, la media è di due colpi al giorno. Tante le abitazioni svaligiate dai ladri. La gente ha paura. Non dorme di notte ed i servizi di controllo sul territorio di contrasto ai furti, sono stati incrementati, anche se i malviventi, non sembrano intenzionati a fermarsi.
a cura di Anna Vecchione

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