Dopo aver passato sei mesi in carcere, è stato completamente scagionato dall’accusa di aver ucciso la moglie. Non è stato lui ad aver assassinato la sera del 5 settembre 2008 la consorte, 63 anni, in un bosco nei pressi di Loftahammar, nella Svezia orientale. L’assassino è un alce. L’uomo, 68 anni, non vedendo rientrare la moglie da una passeggiata con il cane nel bosco, andò a cercarla ma dopo alcune ore di ricerche, la trovò morta. Dopo dieci giorni venne arrestato dalla polizia per omicidio. Dopo sei mesi di carcere, viene rilasciato a piede libero in attesa di processo. Soltanto dopo un anno, la polizia ha riconosciuto che i peli ritrovati sugli abiti della vittima non sono quelli del cane ma appartengono a un alce. Ma la beffa è che l’uomo ha appreso di essere stato scagionato non dalla polizia, ma da un giornalista locale.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
