Uilm – Lavoro, Altieri: ‘Troppa precarietà’

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Uilm – Più innovazione e ricerca nelle politiche di investimento delle imprese, maggiore diffusione della contrattazione aziendale, una unità sindacale più solida. Sono questi, per la Uilm di Avellino -che oggi, nel corso del IV Congresso provinciale, svoltosi a Serino, ha visto confermato alla guida sindacale Gaetano Altieri- i punti cardine da cui ripartire in vista di un rilancio ‘dovuto’. Quello dell’industria locale, in primis metalmeccanica, discorso quanto mai complesso e spinoso, soprattutto nel contesto ‘difficile’ di una provincia che viaggia al ritmo stridente delle ‘solite’ due velocità. La prima al passo con i tempi dell’evoluzione del mercato, propria di realtà ‘positive’ come la Fma di Pratola Serra e la Denso di Pianodardine, degni esempi di un possibile discorso di filiera dell’automotive. Quest’ultima, infatti, dopo le turbolenze degli ultimi anni sembra essere uscita definitivamente dagli scenari della crisi grazie alla nuova Punto e al Ducato; la Fma e le aziende del gruppo Stola, unitamente ad alcune industrie dell’Alta Irpinia come Ema e Almec, sono invece la prova di una provincia “capace di fare da buona piazza per rilanciare ed affermare lo sviluppo industriale”. La seconda velocità è quella percorsa da aziende che ancora “soffrono grosse difficoltà sul piano produttivo ed occupazionale, dove il sindacato non è presente, i lavoratori vedono quotidianamente calpestati i loro diritti e dove politica e istituzioni non fanno sentire abbastanza la propria voce”. Intanto, i dati del sindacato parlano chiaro. Elemento caratterizzante il confronto degli ultimi tre anni, il ricorso da parte della stragrande maggioranza delle industrie irpine alla cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria ed a procedure di mobilità. E il termometro, appositamente tarato per misurare lo stato di salute delle industrie locali, in molti casi ha segnato rosso. “Le procedure di mobilità che hanno interessato Ims, Bitron, Irisbus, Denso, Cumerio, Tecnostampi, Asm, Cablauto hanno determinato l’espulsione dai cicli produttivi di oltre 500 lavoratori”, spiega Altieri nella sua relazione. E nonostante l’impegno sindacale proteso a trovare buoni accordi “resta però un dato preoccupante per queste industrie le quali si trovano fortemente ridimensionate sia sotto il profilo produttivo che occupazionale”. La Cablauto è indicato come esempio classico che fa fatica a reggere le sfide arrivate con la globalizzazione dei mercati. “Inserita fra quelle aziende che produce la parte meno qualificata della componentistica per auto, rischia un forte ridimensionamento: centodieci esuberi annunciati su un organico complessivo di 160 unità”. E la Uilm promette attenzione su questa importante vertenza, come su quella che più direttamente coinvolge il mondo giovanile: “I giovani hanno bisogno di chi offra loro una speranza per evitare che abbandonino questa magnifica terra alla ricerca, altrove, di un lavoro dignitoso fatto di diritti e non di sfruttamento”. E ancora: “Abbiamo alcune aziende in questa provincia che per effetto della legge 30 hanno percentuali di lavoratori precari rispetto alla forza effettiva che superano abbondantemente il 50 per cento”. Un aiuto che non può essere profuso senza la necessaria sinergia con Confindustria, istituzioni e politica. “Ci confermiamo prima organizzazione in molte aziende importanti della nostra provincia con una significativa presenza in tutte le altre”, conclude Altieri a monte di un’interessante analisi dello scenario provinciale -che non tralascia i temi della creazione dei Gau (Gruppi aziendali Uilm) nelle grandi realtà o una maggiore collaborazione tra Uil e Cpo, per dare risposte più concrete ai lavoratori precari. Un congresso che si prepara, dunque, ad affrontare scenari nuovi pur restando fedele al filone della continuità, quello dettato dalle scelte e dai traguardi tangibili di un sindacalista lungimirante, Andrea Preziosi. Del quale si intende custodire gelosamente una dottrina: “Una Uilm più visibile, forte con i forti. Umile con i deboli”. (a.m.)

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